Brenta, al via la Summer School di Politecnico Calzaturiero e CCIAA

Brenta, al via la Summer School del Politecnico Calzaturiero

Costruire in casa i professionisti di domani. Se nel calcio si parla spesso di valorizzare il vivaio, nel distretto calzaturiero della Riviera del Brenta la stessa filosofia è diventata una necessità. La difficoltà nel reperire tecnici specializzati spinge infatti le imprese a investire sulle nuove generazioni, formando oggi le competenze che serviranno domani. Con questo obiettivo nasce la Fashion Lab Summer School. Il percorso, cioè, che promuovono la Camera di Commercio (CCIAA) di Padova e il Politecnico Calzaturiero per undici studenti dell’Istituto professionale “E. Ruzza” in un laboratorio intensivo nella sede di Vigonza.

Il programma della Summer School

Per un mese, cinque giorni alla settimana, gli studenti seguiranno tutte le principali fasi della progettazione e della realizzazione di una calzatura. Trasformeranno così le nozioni teoriche in un’esperienza concreta di manifattura. Un’iniziativa che punta ad avvicinare i giovani alle eccellenze del Made in Italy e, allo stesso tempo, a rispondere al crescente fabbisogno di personale qualificato delle circa 520 aziende del distretto.

 

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Dall’orientamento all’esperienza diretta

“La strategia è concepita per proporre un orientamento diverso – spiega la direttrice del Politecnico Calzaturiero, Alice Marcato –. Invece di raccontare semplicemente il valore del settore e cosa significhi progettare e realizzare un prodotto, abbiamo scelto di far vivere questa esperienza ai ragazzi. Insieme alla Camera di Commercio abbiamo pensato a un’immersione nel saper fare durante l’estate. Per i ragazzi è un impegno importante, perché avrebbero potuto essere in vacanza, ma hanno deciso di investire il proprio tempo in questa opportunità”. L’obiettivo è lasciare un segno che vada oltre. “Vogliamo piantare un seme. A settembre torneranno a scuola con una visione diversa del settore calzaturiero, della pelletteria e del Made in Italy. Non solo acquisiranno competenze, ma realizzeranno prodotti con le proprie mani”.

Un investimento sul futuro del distretto

Il progetto nasce anche per favorire il ricambio generazionale. “La partecipazione è stata volontaria e questo per noi ha un grande valore – sottolinea Marcato –. I ragazzi entreranno in contatto con professionisti e aziende, visiteranno le realtà produttive e, al termine del percorso, riceveranno anche una certificazione delle competenze attraverso un Open Badge da inserire nel curriculum”. Per la direttrice, questi studenti rappresentano già una risorsa per il settore. “Lavorare con loro significa creare sinergie fin da subito. Nei primi giorni abbiamo visto emergere idee innovative – conclude –, creatività e una libertà di pensiero che possono diventare uno stimolo prezioso per il futuro della manifattura italiana”. (el)

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