Gianvito Rossi teme per la conservazione del savoir faire italiano. “Molte competenze si stanno perdendo e assicurare che un prodotto di alta qualità resti disponibile in tutto il mondo tra 20 anni non è scontato”. Il designer-imprenditore festeggia 20 anni di attività con il libro “Gianvito Rossi-My Shoes”. Per formare nuovi addetti, il calzaturificio di San Mauro Pascoli (Forlì-Cesena) ha istituito una Academy interna nel 2023. L’anno nel quale Richemont ne è diventato socio di maggioranza.
Cosa teme Gianvito Rossi
Più che le preoccupazioni sull’oggi, Gianvito Rossi teme che in futuro non ci siano più le stesse competenze che si trovano attualmente. A livello di numerico, ma anche di qualità, di conoscenza, di abilità manuali nel settore. “Uno dei miei impegni principali è preservare la qualità: migliorarla dove possibile è positivo, ma preservarla è ancora più vitale”, dice a WWD-Footwear News. Una décolleté Gianvito Rossi richiede 60 fasi di lavorazione che partono dalla selezione e dal taglio del pellame per evitare l’insorgere di imperfezioni prima dell’assemblaggio. “Le persone che si occuperanno di queste attività in futuro avranno le stesse capacità dei loro predecessori? Avranno – si chiede – lo stesso livello di precisione e di attenzione ai dettagli? I materiali e le lavorazioni che affidiamo a fornitori esterni saranno ancora della stessa qualità tra cinque anni?”.
Sta già accadendo
Domande che sorgono anche in considerazione di ciò che sta notando oggi. “Ultimamente abbiamo riscontrato differenze enormi. È inevitabile. Per questo credo che preservare questo ciclo sarà una delle sfide più importanti per il nostro settore nei prossimi anni – dichiara Rossi –. È un fattore cruciale, perché tutte le calzature di alta qualità sono ancora prodotte in Italia. Voglio che questo elevato livello qualitativo venga mantenuto, perché è ciò che garantirà la continuità del settore”. Quanto al business, Gianvito Rossi conferma di star esplorando alcune nuove categorie di pelletteria, “ma viste più come un complemento a ciò che già facciamo”. Sono previste anche due nuove aperture a Shanghai (entrambi entro ottobre) e una a Los Angeles a metà del 2027. (mv)
Foto da Facebook
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