Scuole e imprese insieme: così a Lineapelle si sviluppa il talento

Scuole e imprese insieme: così a Lineapelle si sviluppa il talento

La formazione nella moda e nel design non è semplicemente esercizio di stile. È la base per dare, nello specifico alla pelle, quella che è la sua destinazione d’uso elettiva. Per questo il legame con le scuole nella rassegna è sempre forte, orientato alla condivisione di interessi e obiettivi. Lo chiarisce bene Rita Annecchini, direttrice dell’Accademia NAMI, che ha portato le studentesse operative in Abruzzo, esponendo le loro creazioni per la pelletteria e dando loro spazio per i laboratori di tintura dal vivo in fiera. “Qui non puoi non esserci, perché intercettiamo l’attenzione delle aziende per quello che facciamo. La nostra formazione è customizzata sulle richieste delle realtà produttive, anche questo è un modo per garantire poi lavoro a chi esce dall’accademia NAMI”. Così a Lineapelle si sviluppa il talento.

Così a Lineapelle si sviluppa il talento

“Qui a Lineapelle abbiamo portato le creazioni dei nostri studenti graduated – ricorda Daria Locchi, fashion project coordinator di Modartech – nate in collaborazione con concerie che espongono in fiera. Essere qui permette a loro di creare connessioni con i brand e gli uffici stile, alla scuola di incrementare il database di aziende che possano garantire loro opportunità, non solo in Toscana”. Lo IUAV di Venezia ha portato a Lineapelle “Università e Industria: saper fare e progettualità”. Un racconto con i manufatti, non solo abiti ma anche lampade in cuoio, realizzati in diversi corsi di laurea dagli studenti del nuovo percorso in design di prodotto attivato a Vicenza.  Valorizzare la relazione tra moda e design e la conoscenza della materia prima era l’obiettivo. Raggiunto anche grazie alla disponibilità delle aziende a fornire i materiali. “Abbiamo portato un’idea di come diversificare con la pelle – ha ricordato il docente Edoardo Brunello – per ricordare come nel processo creativo è possibile integrare competenze e azioni differenti”. In questo senso si leggono anche gli scatti delle creazioni oggetto di prova d’esame a firma di Michele Zammatteo, indossate spesso dagli studenti stessi, in un gioco di mutuo aiuto.

 

 

Un legame strettissimo

Un tavolo che diventa carta bianca per lo IED a Lineapelle. Per accogliere con workshop e laboratori, come da tradizione consolidata in questi anni, gli studenti delle scuole superiori. Un’occasione anche per spiegare il metodo di formazione, che non richiede specifiche competenze già acquisite. Ma naturalmente anche un’opportunità per capire, da formatori, cosa chiedono oggi le aziende per poter accedere nel loro ciclo produttivo. A Lineapelle presente anche il Beijing Institute of Fashion Technology, sempre più interessato all’artigianato conciario italiano, alle metodologie di previsione delle tendenze e lo storytelling del brand. In fiera esposte una serie di creazioni  espressione dei valori culturali tradizionali cinesi e della cultura calzaturiera orientale. Tra questi il progetto “Memories in Paper” nato da un vecchio libro di cartamodelli. Invece di limitarsi a replicare calzature dell’epoca, il progetto traduce le linee, i bordi grezzi e le texture cartacee di quei modelli in un linguaggio di design moderno, integrandoli in scarpe formali in pelle. Destrutturate le calzature tradizionali in tessuto (con aperture quadrate o rotonde) e delle cosiddette “scarpe a testa di tigre” permettendo così alle tracce di un artigianato che rischierebbe di andare perduto di rientrare nella vita contemporanea.

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