Spariscono 200.000 euro di pelli da Conceria del Chienti. L’ad Luppa: “Grande amarezza: sapevano esattamente quello che volevano…”

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“Nel 2013 un tentativo simile non andò a buon fine: scoprimmo tre furgoni gia caricati di pellame, ma i ladri non riuscirono a farli uscire dall’azienda. Non così questa volta”. Marco Luppa, amministratore delegato di Conceria del Chienti (Tolentino, provincia di Macerata) è sconsolato e amareggiato, mentre racconta del furto subìto sabato notte, ma scoperto solo ieri mattina: “Sono spariti 4.000 metri quadri di pellame, metà finiti, metà semilavorati –  continua Luppa -, ma il dettaglio inquietante è che i ladri hanno agito in modo scientifico, dimostrando di conoscere perfettamente la nostra struttura e scegliendo con cura cosa rubare”. Ingente il valore del furto: 200.000 euro circa. I ladri, dopo aver forzato la serratura del cancello, hanno parcheggiato il furgone nel piazzale del depuratore, hanno tagliato la rete di recinzione, poi “ricucita” con tale cura che nessuno si è accorto di nulla fino a ieri mattina, alla riapertura dell’attività. Per evitare le fotocellule, i ladri hanno attraversato il ponte pedonale che scavalca il fiume Chienti e collega il depuratore alla conceria, “camminando sulla canalina laterale esterna al ponte – racconta Luppa -, forzando poi una porta laterale del reparto di rifinizione per dirigersi con sicurezza in produzione”. Qui i malviventi hanno scelto alcuni bancali di vitellini e mezzi vitelli di fascia alta, “destinati a due clienti famosissimi. I banditi sapevano tutto – accusa l’amministratore delegato di CdC -. Hanno preso la merce in corso di lavorazione, mentre il caveau con i pellami finiti non l’hanno nemmeno preso in considerazione. Chi viene a rubare in una conceria è qualcuno che sa a chi dare queste pelli”. Il materiale rubato è coperto da assicurazione. (lf/mv)

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