Londra, l’appello del fashion system al governo: “Niente scherzi con Brexit, vogliamo crescere”

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La moda inglese cresce a un tasso (+5,4%) superiore rispetto a quello del prodotto interno lordo della Gran Bretagna (+1,7%), mentre dà impiego a 890.000 persone, l’1,8% in più su base annua. Nel suo complesso, genera un fatturato di 32 miliardi di sterline (circa 36 miliardi di euro). I numeri snocciolati da Caroline Rush, ceo del British Fashion Council, sono lusinghieri. Inclusi quelli sul retail in crescita, dal momento che il pound debole ingolosisce i turisti. L’organizzazione inglese della moda sa, però, che il trend positivo ha bisogno di essere governato ed accompagnato, affinché duri a lungo. Ci sono iniziative che BFC può coordinare, come il sostegno alle imprese giovani che vogliano trasformarsi in realtà stabili, e la digitalizzazione delle attività commerciali. Ma ci sono altri aspetti dove, invece, necessita del supporto di Downing Street: in vista di Brexit, ad esempio, il British Fashion Council “è impegnato nel serrato dialogo col governo affinché sia pronta la risposta allorché le aziende risultino danneggiate”. Il quotidiano londinese si interroga sulle ripercussioni che l’uscita dell’Inghilterra dall’Unione Europea può avere su un sistema fortemente internazionalizzato e su una manifattura “valida quanto scossa”. Domande cui solo il tempo e i fatti possono fornire una risposta.

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