Il finanziamento da 20 milioni del 2017 non è bastato, Chateau d’Ax in concordato preventivo per ristrutturare il debito

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Venti di crisi sul mobile imbottito anche in Brianza. Chateau d’Ax, azienda produttrice di divani e complementi d’arredo, attiva da oltre 70 anni in Italia con quartier generale a Lentate sul Seveso e 92 punti vendita sparsi su tutta la penisola, ha chiesto il concordato preventivo al Tribunale di Monza. Tra i 90 dipendenti c’è preoccupazione e nervosismo, vista anche la richiesta di cassa integrazione ordinaria. Ci sono la necessità di ristrutturare un debito di 50 milioni di euro (dato di dicembre 2017) e rilanciare l’azienda da parte della famiglia Colombo: inefficace il finanziamento, ottenuto ormai un anno fa, da 20 milioni di euro, coordinato da Pirola Corporate Finance, strutturato su 7 anni e destinato a rafforzare l’asset finanziario dell’azienda e rilanciare la rete di vendita. Evidentemente non è bastato. Nel testo del volantino che circola in questi giorni fuori dai cancelli della Chateau d’Ax tra i lavoratori in protesta si può leggere che la scelta del concordato preventivo è necessaria “al fine di fronteggiare la situazione di crisi finanziaria che nell’ultimo periodo ha colpito la società e di consolidare la propria struttura finanziaria e patrimoniale, così da affrontare con il migliore assetto le sfide poste dall’attuale contesto nel settore di mercato di appartenenza”, parole attribuite dalla stampa locale all’amministratore delegato dell’azienda brianzola, Angelo Rodolfi. Alla Filca Cisl Brianza l’iniziativa di concordato intrapresa dalla Chateau d’Ax è risultata inaspettata, mentre è stata definita non congrua la richiesta di cassa integrazione ordinaria.  La discussione sarà lunga, e non c’è da stare comodi. (aa)

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