Natuzzi, Wall Street suona la sveglia: il titolo è troppo basso, il gruppo vara un piano per evitare il delisting

Giorni di riallineamento per Natuzzi, la grande azienda di divani e complementi d’arredo dal cuore pugliese, alle prese dall’inizio del 2019 con un piano industriale muscolare, necessario per scongiurare l’esubero di oltre duemila dipendenti e il rischio di perdere, dopo 16 anni, la quotazione alla New York Stock Exchange, ovvero la Borsa di New York. L’allarme a Wall Street è scattato il 26 dicembre 2018, perché nelle 30 sedute precedenti il titolo di Natuzzi aveva chiuso ad un prezzo medio inferiore al dollaro: ma da Santeramo è arrivato nei giorni scorsi il piano di contrattacco, che prevede di riunire gli American Depositary Receipt (ADR), i certificati di negoziazione necessari per le azioni di aziende non statunitensi, in gruppi da cinque azioni, con l’obiettivo di vederne aumentare il prezzo. Inoltre Natuzzi, nell’assemblea dei soci che dovrebbe svolgersi a fine aprile 2019, punta a varare un piano di riacquisto delle azioni e di incentivare i propri manager e dipendenti con un buyback program – si legge nel comunicato aziendale diramato dal settore Investor relation – che punta a collegare le prestazioni del senior management con gli obiettivi stabiliti di volta in volta dal Gruppo Natuzzi, dove è entrato Antonino Gambuzza, già manager in Ilva e FCA, nel ruolo di Chief Operations Officer, . La fase di osservazione alla Borsa di New York scadrà il 26 giugno 2019: l’obiettivo di questa complessa manovra finanziaria punta in prima battuta a scongiurare il delisting, cioè la revoca del titolo dalle negoziazioni da Wall Street, e poi ridare forza all’intero Gruppo Natuzzi.

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