La pelle indiana trae coraggio da IILF, ma nel Tamil Nadu si chiude e spuntano i macelli abusivi

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Tutto sommato, soddisfatti. I report dalla 33esima edizione di India International Leather Fair dicono che la filiera della pelle esce dalla tre giorni con indicazioni confortanti per il futuro. Secondo the Sauer Report, a indicare il momento di positività sarebbero soprattutto i prezzi della materia prima conciaria, stabili e in alcuni casi in aumento, e la promessa del Council for Leather Export di impegnarsi nell’approvvigionamento di materiali a tutti gli stadi di lavorazione (salato, wet blue e finito) per rispondere alle esigenze della filiera nazionale. La cronaca indiana, intanto, si arricchisce di nuovi episodi che segnalano come lo scenario industriale non sia propriamente pacificato. A Muzaffarpur, nello stato del Bihar, l’agenzia indiana per il welfare animale ha denunciato due aziende, Alpha Leathers e Alam Tannery, per aver macellato clandestinamente un numero di capi di bestiame approssimato a 7.000 tra mucche e bufali e 14.000 vitelli. Nel Tamil Nadu, invece, il Tribunale per i Reati Ambientali blocca da più di una settimana il polo industriale di Madhavaram (16 concerie su 26 aziende) perché sono stati eseguiti lavori non autorizzati di ampliamento dell’impianto di trattamento dei reflui.

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