Manodopera: Arnault (LVMH): “Non ce n’è abbastanza”. I pellettieri del Valdarno: “Ce la rubano i grandi gruppi”

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All’improvviso s’infiamma il dibattito sulla manodopera specializzata, quella di matrice artigianale che rappresenta il marchio di fabbrica del lusso e della qualità italiana di borse, accessori, calzature in pelle. Accende la miccia ieri nientemeno che Bernard Arnault, deus ex machina di LVMH. Intervistato ieri da Affari&Finanza, dorso economico del quotidiano La Repubblica, Arnault ha messo in fila tutti i successi del colosso francese del lusso, sottolineando, però, come “abbiamo un unico problema, in verità: quello di non riuscire a soddisfare interamente la domanda” e che “non abbiamo manodopera sufficiente nel nostro polo moda e pelletteria”. Ci sta e lo si nota anche da come si stiano moltiplicando le iniziative formative sul territorio italiano (e non solo), orientate alle creazioni di artigiani altamente specializzate nella produzione di borse e accessori. Oggi, però, sul tema si possono leggere interessanti osservazioni da parte di Aldo Cappetti, presidente di CNA Federmoda Arezzo, titolare di Romy Pelletterie (Pian di Scò) che produce anche per conto di grandi griffe. In un’intervista pubblicata dal portale valdarnopost.it, Cappetti non gira attorno alla questione: “Anche se non è il caso ancora di parlare di una vera e propria emorragia, registro comunque episodi che stanno mettendo in allarme imprese del comparto moda come la mia, che per resistere sul mercato non possono fare a meno di maestranze qualificate”. Quel che accade è semplice, spiega Cappetti: “In questa fase economica caratterizzata da segnali di ripresa ci sono gruppi che tornano a investire o riportano la produzione in Italia e, in carenza di manodopera qualificata, sottraggono al tessuto economico locale le figure più preparate a suon di aumenti contrattuali. Con buona pace di chi, su quelle risorse, ha investito tempo e denaro per formarle in termini di competenze e nel rispetto delle normative che richiedono al titolare di un’impresa tutta una serie di adempimenti. L’imprenditore impiega mesi a trasmettere le conoscenze specie a chi ha ruoli chiave nel processo produttivo e figure del genere non si sostituiscono certo dalla sera alla mattina”. Il dibattito è aperto.

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