Lineapelle Designers Edition non è solo sfilate. A Spazio Lineapelle, durante l’ultima rassegna (26 febbraio-1 marzo) quattro marchi hanno interpretato la pelle attraverso sguardi diversi, tra memoria, innovazione e responsabilità. Dalla tradizione più pura alla sperimentazione estetica, dalla ricerca interiore alla sostenibilità circolare, in mostra generazioni che si incontrano, nuove visioni e gesti artigianali. Daniele Amato, Biagini, Kamilla e LA-BÒ Milano: vi raccontiamo quattro storie di creatività.
Quattro storie di creatività
Il primo a presentare è stato Amato Daniele, progetto che nasce dall’eredità di una dinastia pellettiera milanese. Settima generazione della maison Leu Locati, Amato trasforma la classicità in un linguaggio intimo e contemporaneo. In “Anche la notte fiorirà” presenta la sua visione autunno-inverno 2026/27 in cui esplora la notte come luogo rivelatore. Pellami preziosi, contrasti materici, ricami narrativi che trasformano borse e accessori in poesia. Una collezione che parla di buio e poi luce, quella soffusa, di ombre che proteggono, di artigianalità come gesto emotivo. Biagini, guidata oggi dalla seconda generazione Amidei, rinnova invece la propria identità mantenendo intatta la radice artigianale modenese. In “All We Need Is Less” è chiara l’attenzione a creazioni che nascono da pellami selezionati nelle migliori concerie italiane e lavorati con cura assoluta. Essenzialità, equilibrio e autenticità: tutto quello di cui abbiamo bisogno è “meno e di qualità”. Forme misurate, dettagli calibrati, una ricerca continua che celebra la pelle come materia nobile e quotidiana.
Nuovi linguaggi
LA‑BÒ Milano nasce invece da una domanda radicale: quale valore può avere ciò che resta inutilizzato? Recuperando le giacenze delle concerie italiane, il brand dà vita a shopping bag essenziali, realizzate in una filiera corta e locale. La pelle, materiale intrinsecamente circolare, diventa così il punto di partenza per un design responsabile, funzionale e duraturo. È proprio questo il sottotesto di “This is not a plastic bag”. Dopo aver lanciato il formato large della shopper, adesso le due designer Elena Riva e Fulvia Bleu tornano con una mini size, che, ci dicono “è letteralmente ricavata dal pezzo di pelle utilizzato per ricavare la shopper più grande”. Una sorta di nécessaire declinato nei laminati e in colori sgargianti. E poi Kamilla, che nella sua “Domus Aetas” interpreta la pelletteria come esperienza interiore. Una collezione sospesa tra classicità e astrazione, che eleva la pelle attraverso un’estetica pura e silenziosa. In cui è l’imperfezione a diventare segno di verità.
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