Arquata del Tronto: Della Valle vorrebbe aprire un’altra fabbrica

Arquata del Tronto: Della Valle vorrebbe aprire un’altra fabbrica

Diego Della Valle vorrebbe investire ancora nelle terre del Centro Italia colpite dal sisma dieci anni fa. “Potrebbe” farlo, dice, se la politica nazionale e locale, insieme alle imprese, facessero lo stesso gioco di squadra che è riuscito un decennio fa, permettendo a Tod’s di inaugurare lo stabilimento di Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) il 20 dicembre 2017, dopo nemmeno un anno di lavori. Ma, sottolinea l’imprenditore marchigiano, c’è un problema di manodopera perché bisognerebbe rendere attrattivo il territorio. Un territorio dal quale, oggi, i giovani fuggono.

“Non far addormentare questo territorio”

Dieci anni dopo il terremoto del 24 agosto 2016, il presidente del gruppo Tod’s, Diego Della Valle (nella foto Imagoecononica) è tornato ad Arquata del Tronto dove è operativo uno stabilimento produttivo costruito subito dopo il sisma. “L’obiettivo di oggi è quello di non far addormentare questo territorio” afferma l’imprenditore ai microfoni Rai. Poi, esprime la volontà di espandere la produzione. “Ma il problema è la manodopera che dobbiamo cercare di riportare qua. Stiamo ragionando su come poter essere attrattivi sui giovani” precisa.

Un’altra fabbrica, “se non due”

Il 20 dicembre 2017, un anno dopo l’annuncio, venne inaugurata la fabbrica Tod’s da 2.000 metri quadrati che occupa un terreno da 5.000 metri quadrati. Un investimento stimato in circa 10 milioni di euro. Il 9 gennaio dell’anno successivo, dalla stessa fabbrica uscì il primo paio di scarpe. “Noi vorremmo fare almeno un altro stabilimento, se non due. Adesso si tratta di coordinarsi bene e capire come reperire le maestranze necessarie. Bisogna trovarle, ma non bisogna abbassare la guardia” afferma Diego Della Valle al Corriere Adriatico. L’imprenditore richiama anche al dovere sociale delle imprese che “devono mettersi a disposizione per affrontare il forte problema sociale che esiste”.

Non basta creare posti di lavoro

Della Valle, però, sottolinea che non basta creare posti di lavoro. Le imprese dovrebbero anche pensare come “agevolare un po’ la vita di queste persone. Bisogna rimettere queste zone al centro della vita sociale italiana, insieme alla politica, per cercare di dare risposte sociali vere”. Le aree dove poter costruire nuovi fabbricati industriali non mancano. “Bisogna, però, coordinare bene – conclude – tutto quello che riguarda il materiale umano necessario per far partire e andare avanti queste attività. Il mondo dei giovani va risensibilizzato sul fatto che le terre dei loro genitori sono posti importanti e che non bisogna dimenticarli”. (mv)

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