Chanel nel 2025 torna a crescere (+1,8%), ma fa meno utili

Chanel nel 2025 torna a crescere (+1,8%), ma fa meno utili

Già si può parlare di effetto Matthieu Blazy. Chanel nel 2025 torna a crescere anche grazie a un secondo semestre positivo: da marzo l’arrivo dei prodotti firmati dal nuovo direttore creativo è stato un boost. “Siamo sulla buona strada e fiduciosi per l’anno a venire e oltre”, ha detto la CEO Leena Nair. Di pari passo con la sua strategia, Chanel sta adeguando anche la supply chain, riducendo i dipendenti diretti e aumentando il numero dei fornitori che controlla.

Il ritorno alla crescita

Nel 2025 Chanel ha fatturato 19,3 miliardi di dollari, +1,8% a cambi costanti su base annua (il 2024 segnava il -4,3%). La performance è inferiore a quella di Hermès (+9,8%), ma superiore a quella della divisione “Fashion & Leather goods” di LVMH (-5%). “Nel 2025 abbiamo osservato lo slancio creativo in tutte le nostre attività commerciali”, ha commentato Nair con Reuters. L’utile operativo è cresciuto del 5,2%, raggiungendo 4,7 miliardi di dollari, ad un livello inferiore rispetto al 2021 e al 2023. Mentre l’utile netto è sceso del 14,3% a 2,9 miliardi nel 2025. Secondo i numeri riportati da WWD, la griffe francese ha ridotto il numero dei dipendenti diretti da 38.400 a 38.000. Investendo 700 milioni di dollari nella supply chain, Chanel ha aumentato il numero dei fornitori controllati a circa 75. Un altro aspetto importante per valutare la performance del marchio è che i prezzi dei prodotti Chanel sono cresciuti, in media, del 3% l’anno scorso con il + 2% per i prodotti moda. Il responsabile finanziario del marchio Philippe Blondiaux prevede aumenti simili quest’anno.

 

 

Effetto Blazy

La casa di moda parigina ha dichiarato che grazie a Blazy è riuscita ad attirare un pubblico che non aveva mai acquistato il marchio in passato. Per cui la domanda è stata superiore all’offerta. In una recente intervista a WWD, Bruno Pavlovsky, presidente della di divisione Moda di Chanel, aveva dichiarato che l’azienda è diffidente nei confronti della sovrapproduzione. Ma comunque sta investendo per migliorarla e soprattutto sta rilevando i fornitori per integrarli nella propria filiera. Gli analisti sono divisi nell’interpretare i risultati della maison. Alcuni sostengono che la crescita di Chanel sia comunque una buona notizia. “Mostra che il lusso è davvero un mercato guidato dall’offerta – ha detto Harsharan Mann di Aviva Investors con sede a Londra – e anche in un ambiente economico più sfidante, se si porta nuova creatività ci sono maggior interesse e vendite”. Morgan Stanley, viceversa, ritiene possibile che il rilancio di Chanel avvenga a scapito dei concorrenti. (mv)

Foto dai social

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