Coach punta ai 10 mld con i piedi saldi nella pelle, dice il CEO

Coach punta ai 10 mld con i piedi saldi nella pelle, dice il CEO

Coach, un marchio di successo fondato sulla pelle e con i piedi saldi nella pelle. Non ha perso l’occasione di rimarcarlo il CEO Todd Kahn nell’intervista concessa a WWD. Il brand del lusso accessibile, che fa capo a Tapestry, non è più il piccolo laboratorio a conduzione familiare con sede a Manhattan che nel 1941 iniziò a produrre articoli in pelle da uomo. Ora è un’azienda da 7 miliardi di dollari, che punta ad arrivare a 10 miliardi, ma che si basa sempre sui prodotti in pelle. Oggi Coach sta crescendo anche perché sta attirando i consumatori giovani, scoraggiati dai prezzi del lusso. L’andamento di Coach (+15% nel periodo aprile-giugno) traina Tapestry che fa +9% nei ricavi del suo quarto trimestre e chiude l’anno fiscale 2026 con 8 miliardi di dollari di fatturato, +14% a cambi correnti e +17% a cambi costanti (Coach +23%). L’utile netto è stato di 1,5 miliardi, rispetto i 57 milioni dell’esercizio precedente.

Coach con i piedi saldi nella pelle

“Il marchio è ancora molto incentrato sulla pelle” ha detto Kahn, suggerendo come gli obiettivi della produzione di oggi siano gli stessi di quelli del 1941. Verso gli anni 2000, con la direzione creativa di Reed Krakoff, “volevamo che si potesse sentire la pelle. Volevamo che l’età e la patina della pelle migliorassero col passare del tempo”. Ciò ha funzionato per un decennio, ma poi sono arrivati i competitor. Ci è voluto un nuovo direttore creativo, Stuart Vevers, in carica dal 2013, per riportare slancio al marchio, che ora rappresenta la principale fonte di guadagno per la casa madre Tapestry. Coach, infatti, fattura 7 miliardi di dollari e vuole arrivare a 10 miliardi entro il 2028. Come?

Per arrivare a 10 mld

Prima di tutto aumentando le vendite del proprio prodotto di punta: la borsa Tabby. Secondo il brand USA le vendite dei modelli Tabby potrebbero arrivare da sole a 1 miliardo di dollari. “La pelletteria femminile rimane la nostra categoria principale e lo sarà sempre”, ha affermato Kahn. Accanto alle borse, c’è una categoria che sta registrando una crescita “straordinaria”: le scarpe. “La frequenza di acquisto delle calzature è superiore a quella delle borse, e questo ci fa molto piacere. Le sneaker, in particolare, sono molto apprezzate dalle giovani” ha precisato il CEO di Coach.

E l’Uomo?

I prodotti per il segmento maschile rappresentano il 20% delle vendite. E anche in questo campo Coach vuole svilupparsi, partendo proprio dalle sneaker. “I modelli Soho sono molto apprezzati dagli uomini, così come i capispalla in pelle. Faremo crescere il segmento maschile”, ha affermato Kahn. Il manager ha sottolineato come Coach si stia allontanando dalla definizione di “lusso accessibile” per orientarsi verso quello che definisce “lusso espressivo”, perché più vicino alla Generazione Z, sempre alla ricerca dell’espressione di sé. “La forma più alta di lusso è proprio l’espressione di sé – conclude –. Il nostro obiettivo è essere autentici e infondere fiducia”. (mv)

Foto dai social

Leggi anche:

CONTENUTI PREMIUM

Scegli uno dei nostri piani di abbonamento

Vuoi ricevere la nostra newsletter?
iscriviti adesso
×