I risultati trimestrali di Kering infiammano gli investitori. Le azioni crescono in doppia cifra percentuale alla Borsa di Parigi, dopo che Gucci, grazie alla divisione borse e pelletteria, ha registrato un calo delle vendite del 2% a perimetro comparabile nel secondo trimestre 2026. In questo modo il brand ammiraglio fa meglio di quanto previsto dagli analisti, che s’aspettavano un calo del 4,7%. Nel periodo va bene Bottega Veneta, mentre Kering ha visto scendere la marginalità e l’indebitamento. Le previsioni per il terzo trimestre restano molto prudenti.
Kering torna in area positiva
Nel secondo trimestre 2026 il fatturato di Kering è di 3,652 miliardi di euro, +1% a cambi correnti e +2% a perimetro comparabile. È il primo trimestre di crescita in tre anni. Nello stesso periodo (aprile-giugno) Gucci ha registrato ricavi per 1,41 miliardi, -3% a cambi correnti e -2% a perimetro comparabile. Il brand ammiraglio ha superato le aspettative di un calo del 4,7%, citate da Vogue. Ha aiutato la performance il ritorno alla crescita di borse e pelletteria, grazie alle nuove borse Borsetto e Paparazzo. Nel primo trimestre le entrate del brand ammiraglio risultavano il calo dell’8% (cambi correnti) e del 19% (comparabili) su base annua. “Gucci ha prezzi competitivi per i nuovi prodotti – ha ammesso il CEO di Kering, Luca de Meo, nella conference call con gli analisti –. In alcuni casi, abbiamo anche riposizionato alcuni prodotti, perché ho la sensazione che in certe categorie ci siamo spinti troppo oltre”.
La divisione Pelletteria, dicevamo
Il fatturato di Kering Fashion & Leather Goods nel secondo trimestre è stato di 2,948 miliardi, -1% a cambi correnti e stabile su base comparabile. Il risultato è comunque in miglioramento rispetto al primo trimestre. Saint Laurent ha continuato a migliorare sequenzialmente: de Meo fa affidamento su una serie di articoli in pelle da lanciare per la primavera del 2027. Bottega Veneta ha nuovamente sovraperformato grazie alla pelletteria. Balenciaga ha affrontato un trimestre più difficile a causa della transizione creativa e per l’impegno nel ristabilire l’equilibrio in tutta la sua attività, con la pelletteria che rimane un punto di forza.
I calcoli semestrali
Kering ha chiuso il primo semestre con ricavi a 7,22 miliardi, -3% a cambi correnti e +1% a perimetro comparabile. L’utile netto è stato 189 milioni, con un crollo di circa il 60% rispetto al primo semestre 2025. Le entrate semestrali di Gucci sono state 2,757 miliardi, -9% a cambi correnti e -5% a perimetro comparabile. Una voce molto importante è la riduzione del debito netto del gruppo a 3,3 miliardi: la riduzione rispetto al 31 dicembre 2025, grazie alla cessione della divisione cosmetica e di asset immobiliari, è di 4,7 miliardi. de Meo prevede che l’aumento delle vendite del gruppo rimarrà “sostanzialmente piatta” nel terzo trimestre, ma assicura che il 2026 chiuderà in crescita
Il parere degli analisti
Per Luca Solca di Bernstein “i risultati del primo semestre sembrano un passo nella giusta direzione”. Anche HSBC è ottimista: “Crediamo che il gruppo si stia concentrando sulle giuste priorità per riprendere slancio e rimpegnarsi con i clienti aspirazionali in particolare per il marchio Gucci”. Citi spiega che le azioni salgono per “l’emergere di uno scenario di ripresa credibile, la continua disciplina dei costi e i potenziali benefici derivanti da cambiamenti organizzativi e strategici, insieme all’alleggerimento della leva finanziaria”. (mv)
Foto da gucci.com
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