Hermès resiste nel lusso: primo semestre a +6% ed EBIT in crescita

Hermès resiste nel lusso: primo semestre a +6% ed EBIT in crescita

Hermès resiste nel lusso. In un contesto economico globale complesso e caratterizzato da un generale rallentamento del comparto dell’alta moda, il marchio francese riconferma stabilità e resilienza del proprio modello aziendale. La maison francese ha chiuso il primo semestre con un fatturato consolidato pari a 8,2 miliardi di euro. Mettendo a segno una crescita del 6% a tassi di cambio costanti rispetto allo stesso periodo del 2025. A guidare lo sviluppo sono stati soprattutto America e Giappone, sostenuti dalla forza della divisione pelletteria e dalla costante fiducia dei clienti.

Hermès resiste nel lusso

Nel corso del secondo trimestre, i ricavi del gruppo hanno toccato quota 4,1 miliardi di euro (+7% a tassi di cambio costanti), evidenziando una lieve accelerazione guidata in particolare dalle buone prestazioni registrate in Francia, Giappone e Medio Oriente. Analizzando i singoli settori di attività, il propulsore fondamentale dell’azienda rimane il segmento Pelletteria e Selleria, cresciuto di un ulteriore 10%. In questa divisione la dinamica di fondo appare evidente: la domanda di mercato continua a superare strutturalmente la capacità di offerta. Invece di incrementare forzatamente i volumi di produzione per massimizzare il fatturato nel breve periodo, Hermès utilizza sapientemente questo squilibrio come leva strategica. Per preservare l’esclusività e la desiderabilità del marchio. Risultati positivi si registrano anche per il comparto Seta e Tessuti (+10%), mentre un segnale negativo giunge dalla divisione Profumi e Bellezza (-4%), penalizzata da una concorrenza globale molto accesa. Sul fronte geografico, le Americhe (+15%) e il Giappone (+11%) hanno mostrato una spinta notevole, mentre il Medio Oriente ha offerto una buona resilienza (fonte Ansa). Il presidente esecutivo Axel Dumas ha espresso piena fiducia nella forza del modello artigianale per la seconda metà dell’anno. Complessivamente, nel primo semestre il marchio ha messo a segno un fatturato pari a 8,2 miliardi di euro, +6%.

 

 

La visione degli analisti

Il risultato operativo ricorrente si è attestato a 3,4 miliardi di euro, portando il margine EBIT al 41,0%, un dato in leggero aumento e superiore alle stime degli operatori di mercato. Gi analisti hanno accolto favorevolmente i conti. Per Citi, la prima metà dell’anno ha mostrato risultati solidi rispetto ai competitor del settore del lusso e sostanzialmente in linea con le aspettative del consenso. Evidenziando, in particolare, un margine operativo superiore alle attese di circa il 2%. Spinto da un margine lordo migliore delle stime e da un rigoroso controllo dei costi operativi, capace di compensare l’impatto negativo delle valute. Citi mantiene comunque una visione “neutra” sul titolo, sottolineando come le azioni abbiano già subito un riposizionamento al ribasso nell’ultimo anno. Per Bernstein, i numeri del secondo trimestre evidenziano un costante progresso organico trainato da mercati chiave come Francia e Giappone. Gli esperti sottolineano come la redditività operativa abbia superato le previsioni di circa 70 punti base grazie alla tenuta del margine lordo, pur rilevando un effetto cambio svantaggioso di circa 360 milioni di euro sui ricavi complessivi del semestre.

Foto dal sito di Hermès

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