I consumi tardano a ripartire in Cina e stagnano in Germania e USA

I consumi tardano a ripartire in Cina e stagnano in Germania e USA

In Cina i consumi del lusso tardano a ripartire. Secondo un report di Bernstein, nella Repubblica Popolare si è anzi osservata la riduzione delle vendite del 12% a luglio. Vanno comunque bene Zegna e Gucci (anche grazie alla riduzione dei prezzi), mentre danno segnali di debolezza le maison di LVMH e di forza quelle della gioielleria di Richemont. Nel mercato calzaturiero, intanto, si nota come i consumatori di USA e Germania si somiglino. Perché? Sono molto selettivi, acquistano meno e preferiscono modelli versatili, rifugiandosi nelle sneaker.

I consumi tardano a ripartire in Cina

Il mal della Cina non è alle spalle. “La fiducia dei consumatori cinesi non si è ancora ripresa dopo il forte ridimensionamento registrato nel periodo post-pandemia” scrivono gli analisti di Bernstein. L’economia locale non vola e i provvedimenti presi da Pechino per stimolare i consumi sembrano avere un effetto di breve durata, concentrato durante le festività. “Abbiamo assistito a tre false ripartenze: alla fine del 2023, alla fine del 2024 e alla fine del 2025” sottolinea la società globale di ricerca. Il debole quadro economico ha poi sopraffatto gli incentivi statali. L’aumento dei prezzi del lusso ha completato il quadro. “I primi dati relativi al terzo trimestre 2026 indicano che la ripresa graduale che abbiamo osservato negli ultimi quattro trimestri – scrive Luca Solca insieme al team che dirige – potrebbe essere nuovamente in pausa”. Bernstein evidenzia però come, sovente, il terzo trimestre è quello col minore volume d’affari dell’anno solare, per cui la sua influenza sull’andamento del lusso dell’intero anno 2026 è limitata.

 

 

Le scarpe tra Germania e USA

Negli USA le vendite di scarpe sono cresciute di appena l’1% in valore nella prima metà del 2026 su base annua. Ma solo perché i prezzi sono aumentati, compensando la diminuzione dei volumi, sostiene la società di ricerche di mercato Circana. Il 2026 sarà sostanzialmente stabile per il mercato calzaturiero a stelle e strisce, perché i consumatori sono molto selettivi nelle spese discrezionali. “Le tendenze della moda stanno generando entusiasmo e slancio – dice Beth Goldstein di Circana a World Footwear –, ma le sneaker rimangono di gran lunga la fetta più grande del mercato”. Anche il mercato calzaturiero tedesco ristagna. L’istituto di ricerca IFH (Institut für Handelsforschung) e la società di consulenza BBE Retail Consulting non prevedono una ripresa dei consumi nel 2026. Questo perché, spiegano, i consumatori stanno cambiando radicalmente il modo in cui acquistano e utilizzano le scarpe. Il 30% dei consumatori intervistati, riporta Shoez.biz, ha speso meno di 100 euro per la moda negli ultimi dodici mesi, mentre una quota del 12% non ha operato acquisti. I tedeschi acquistano meno scarpe, premiando i modelli più versatili, cioè le sneaker, indossate ininterrottamente. Per cui un altro paio di scarpe stagionali non è necessario. Gli analisti di mercato prevedono un aumento delle vendite di sneakers del 5,7% nel 2026. (mv)

In foto (Shutterstock) la 5th Avenue di New York

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