Successione del gruppo Armani: Mediobanca domanda, Prada risponde. Andrea Guerra, CEO del gruppo Prada ha detto a Reuters che l’azienda non sta valutando un’offerta per Armani. Chiudendo, almeno per il momento, le indiscrezioni montate dopo che Mediobanca, aveva in un certo senso invitato Prada a farsi avanti. E si era chiesta “Perché Prada non si prende pure Armani?”. Mediobanca ci vede la possibilità di formare un polo del lusso italiano, visto che Prada ha rilevato Versace. Ed è proprio su Versace che il gruppo di moda è concentrato, secondo le dichiarazioni di Guerra. E Armani chi se lo prende?
Prada risponde
“Armani non è nel nostro radar. Oggi siamo impegnati con molte altre cose, tra cui l’evoluzione di Versace, quindi non è all’ordine del giorno”, ha detto Guerra (nella foto da Imagoeconomica) a Reuters. Il dirigente ha aggiunto che, dopo l’operazione, Prada si era concentrata sull’integrazione, sulle sinergie e sull’efficienza. Nell’ultimo trimestre, invece, il focus si era trasferito sul futuro del marchio. La pietra miliare sarà la prima sfilata del nuovo direttore creativo di Versace Pieter Mulier prevista per gennaio 2027.
La congiuntura
Dunque, Prada si sfila dalla corsa per Armani. Ammesso che ci sia una corsa, poiché non risulta ci sia una competizione per accaparrarsi il gruppo italiano del lusso. Anche in considerazione del momento che sta attraversando il lusso e della complessità della gestione del gruppo Armani. La cui valutazione, secondo i banchieri e i consulenti interpellati da Reuters si aggirerebbe da 5 miliardi a 7 miliardi di euro. Per cui la quota del 15%, che secondo le volontà testamentarie del fondatore Giorgio Armani deve essere ceduta, ha un valore tra 750 milioni e 1,05 miliardi di euro. LVMH, L’Oreal e EssilorLuxottica erano le società preferite da Giorgio Armani, ma per ora si sa soltanto che l’operazione slitterà di qualche mese rispetto al crono programma suggerito dal defunto stilista.
Quale futuro
“La continuità è la scelta giusta per superare il primo anno. Diventa, o potrebbe diventare, un rischio se si trasforma in inerzia”, ha detto a Reuters Francesco Fiorese, partner della società di consulenza Simon Kucher, in riferimento alla situazione del gruppo Armani. L’esperto ha proseguito affermando che il vero test per l’azienda sarà passare da “un modello di successione basato sull’eredità di Giorgio Armani a un sistema più autonomo, capace di prendere le proprie decisioni preservando ancora l’identità del marchio”. (mv)
Foto dal sito Giorgio Armani
Leggi anche:








