La famiglia Rupert incassa dividendi record e rafforza Richemont

La famiglia Rupert incassa dividendi record e rafforza Richemont

La famiglia Rupert incassa dividendi record, come mai nella storia di Richemont. Supererà infatti, per la prima volta, la soglia dei 300 milioni di euro. Un flusso straordinario che arriva nel momento in cui il gruppo svizzero vive l’ennesimo boom della gioielleria. Cartier e Van Cleef & Arpels trainano i conti, mentre il patriarca Johann Rupert si avvicina alla soglia della successione e consolida il proprio potere finanziario. Seppur alta, la somma non si avvicina ancora a quella dei principali competitor.

La famiglia Rupert incassa dividendi record

Come sottolinea Glitz.Paris, per il 2026 gli azionisti della famiglia Rupert, titolari di appena l’11% di Richemont, unica dinastia del lusso a detenere una quota di minoranza nella propria azienda, supereranno per la prima volta la soglia dei 300 milioni di euro in dividendi. La cifra, pari a 292,8 milioni di franchi svizzeri (321,2 milioni di euro), è spinta da un dividendo speciale aggiunto ai 3,3 franchi per azione del payout ordinario. Il confronto con gli altri imperi del lusso resta impari: la famiglia Arnault ha incassato 3,22 miliardi dall’ultimo dividendo LVMH, mentre i Wertheimer, proprietari al 100% di Chanel, giocano in un’altra dimensione. Ma per i Rupert il salto è storico: solo un anno fa avevano ricevuto meno di 200 milioni. Il merito è tutto della gioielleria, oggi motore assoluto del gruppo.

 

 

Un tesoro da oltre 6 miliardi

Il maxi dividendo si aggiunge a un tesoro già imponente. Negli ultimi mesi, la famiglia ha incassato oltre 6 miliardi di euro grazie alla cessione di partecipazioni storiche in British American Tobacco e Pension Insurance, operazioni che hanno liberato liquidità attraverso la rete di holding tra Svizzera e Lussemburgo. Questo capitale fresco offre ai Rupert una leva strategica cruciale: rafforzare la propria posizione in Richemont proprio mentre Johann Rupert, 76 anni, si avvicina alla pensione. Un segnale chiaro al mercato: la famiglia non intende arretrare, anzi. Prepara il terreno per una nuova fase di controllo e stabilità, sostenuta da un patrimonio che non ha precedenti nella sua storia.

Foto Cartier

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