Gucci crescerà (solo) a fine 2026. Bernstein taglia le stime su Kering, confermando le perplessità espresse qualche giorno prima da Barclays. Che aveva parlato di previsioni dell’azienda “sempre più irraggiungibili”. Sul tavolo del CEO Luca de Meo anche l’accordo con Mayhoola per Valentino, marchio che sta indietreggiando. Nel frattempo, il colosso del lusso guidato dalla famiglia Pinault, dimostra di mantenere le promesse: a meno di 90 giorni dall’annuncio, l’Accademia delle Eccellenze sta per diventare una realtà. E se l’Academy di Kering guarda al futuro, gli analisti sono più cauti sul presente.
Le previsioni
Gli analisti di Bernstein dicono che Gucci impiegherà più tempo del previsto per tornare a crescere. E stimano che le vendite retail del marchio diminuiranno del 4% nel secondo trimestre 2026. Meglio del -9% del primo trimestre, ma “riteniamo che il rilancio del marchio non sia ancora stato raggiunto” si legge in un report della società di analisi riportato da MarketScreener. Anche a causa del conflitto in Medio Oriente, Bernstein prevede che “Gucci tornerà alla crescita entro la fine del 2026”. L’intero anno 2026 dovrebbe chiudersi con vendite retail a cambi costanti a -2,9%. Le stime di Bernstein arrivano qualche giorno dopo quelle, non molto diverse, di Barclays. Entrambe sono state elaborate dopo una call tra il management della società e gli analisti. Barclays ha affermato che le previsioni dell’azienda appaiono “sempre più irraggiungibili”, come riporta Borsaitaliana. Il secondo trimestre di Gucci si chiuderà con ricavi in calo del 5%, mentre per l’intero anno 2026 le previsioni vedono un -3%. Nonostante alcune sedute problematiche, il titolo Kering ha un buon andamento. Sia se guardiamo l’ultimo mese sia gli ultimi 5 giorni, l’azione sfiora un rialzo del 3%.
L’impatto di Valentino
I numeri negativi diffusi da Valentino hanno riportato d’attualità l’accordo tra Mayhoola e Kering. La performance del marchio non è quella attesa, il settore del lusso è in downgrade e sembra plausibile l’indiscrezione di Miss Tweed. Che, citando fonti vicine al gruppo francese, afferma come Kering starebbe riconsiderando l’acquisto del restante 70% del marchio romano. De Meo ha spostato al 2029 l’anno entro il quale le due parti dovranno decidere il da farsi. E soprattutto decidere se esercitare l’opzione per assicurarsi il restante 70% di Valentino, diventandone unico proprietario.
L’Academy di Kering guarda al futuro
Secondo Il Sole 24 Ore, oggi martedì 7 luglio verranno firmati al Milano Innovation District i memorandum di intesa tra Kering e con otto soggetti tra enti e scuole di formazione: ACOF, AFOL, CAPAC, Galdus, HModa, ITS Cosmo, Istituto Modartech e Schola. Questo segnerà la nascita dell’Accademia delle Eccellenze. È prevista nella giornata odierna anche la riunione di insediamento del “Comitato di pensiero” che guiderà il percorso strategico dell’Accademia. Alla guida della struttura ci sarà Sabina Belli, CEO di Pomellato. “Il lusso sta vivendo una metamorfosi profonda: i concetti tradizionali di rarità e fatto a mano si aprono oggi a significati nuovi, più ampi e complessi” afferma Sabina Belli. Che poi prosegue: “Non vogliamo semplicemente tramandare una tecnica ereditata dal passato, ma trasformare i mestieri della tradizione in professioni dinamiche”. (mv)
Foto dagli account LinkedIn di Gucci (a sinistra) e di Kering (a destra)
Leggi anche:









