Meno ricavi e più debiti: il 2025 è stato un anno piuttosto complesso per Valentino, che fa capo per il 70% al fondo qatarino Mayhoola e per il residuo 30% al gruppo francese Kering (che ha la possibilità di salire al 100% entro il 2029). L’effetto di Alessandro Michele (in foto a destra, d’archivio) non si vede ancora e i due soci sono stati costretti a mettersi le mani in tasca per sborsare 100 milioni di euro nel 2025 e migliorare la liquidità. I due soci si sono impegnati a sostenere la griffe anche nel 2026.
Il 2025 di Valentino
Il lusso è in rallentamento e Valentino non ha fatto eccezione. I ricavi del brand romano si sono attestati a 1,12 miliardi di euro, in contrazione del 15% rispetto all’anno precedente. Il livello raggiunto nel 2025 è simile a quello del 2016, con 300 milioni di vendite svanite dal 2023 al 2025. Come segnala Reuters, sono in area negativa tutte le regioni, in particolare in Giappone e Asia-Pacifico. E se gioielli e fragranze hanno tenuto, pelletteria e calzature hanno visto le entrate scendere. L’utile operativo di 31 milioni nel 2024 si è trasformato in una perdita di 103 milioni nel 2025. Escludendo le passività in leasing, l’indebitamento netto è aumentato da 377 a 472 milioni.
L’effetto Michele non si vede
Quella dell’indebitamento è una voce che viene monitorata. L’anno scorso, Mayhoola e Kering sono intervenute con iniezioni di capitale per 100 milioni di euro. I due soci hanno rinnovato l’impegno a sostenere la griffe anche per il 2026, come ha letto Reuters nei documenti depositati. I numeri del 2025 pongono inevitabilmente sotto esame Alessandro Michele, assunto come direttore creativo nel 2024 con un oneroso contratto. Ma i risultati non sono quelli che forse i soci si aspettavano, complice anche un generale rallentamento del lusso. (mv)
Foto dell’articolo di pelletteria dai social
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