Kering, Armani e LVMH stanno lottando sotto forte pressione per i loro obiettivi. Il contesto economico si è notevolmente complicato rispetto a quando è arrivato Luca de Meo in Kering. Ma anche da quando è stato reso noto il testamento di Giorgio Armani. Mentre le azioni LVMH, nello stesso scenario, hanno vissuto il loro peggior trimestre di sempre: -28%.
Sodalizi
A proposito di Kering, Armani e LVMH, cominciamo dai primi, che hanno innanzitutto finalizzato l’operazione da 4 miliardi di euro per la cessione di Beauté a L’Oréal. In base all’accordo, L’Oréal verserà al gruppo della famiglia Pinault anche le royalties per l’utilizzo dei marchi in licenza. Poche ore prima dell’annuncio, Kering ha comunicato di aver acquisito per 115 milioni di euro il 20% di Raselli Franco group, azienda di gioielleria di Valenza. “Come annunciato il 18 dicembre 2025, l’accordo prevede un percorso chiaro per la piena acquisizione della proprietà entro il 2032”, recita il comunicato stampa. L’operazione potenzia la posizione di Kering nella gioielleria, per la quale ha formato la divisione “Jewelry”.
Il testamento di re Giorgio
Armani lotta per rispettare il testamento del fondatore, Giorgio Armani. Per il Sole 24 Ore, gli eredi valutano l’ipotesi di cedere il 15% del capitale a una cordata di due o tre azionisti. Una procedura più facile da attuare rispetto alla cessione a un solo investitore (pista che risultava già fredda), che arriverebbe nella seconda fase. La cessione risulta comunque preferita alla quotazione. In base al testamento, gli eredi Armani hanno tra 12 e 18 mesi dalla data di apertura della successione per cedere il 15% del capitale. E tra i 3 e 5 anni per la cessione o la quotazione del gruppo in via prioritaria a LVMH, EssilorLuxottica o L’Oréal.
Trimestre duro
Per il titolo LVMH il -28% del primo trimestre 2026 è stato il peggiore risultato periodico di sempre. I precedenti erano il -19% del 2001, il -18% del 2020 e il -16% del 1990. Bloomberg attribuisce il passo falso al fatto che il gigante francese è maggiormente esposto verso i clienti aspirazionali, che spendono meno in tempi incerti. Mentre i suoi competitor hanno una clientela più facoltosa che meno risente delle incertezze e dell’ambiente economico. Inoltre, LVMH è esposto nei vini e liquori, divisione che ha sofferto ultimamente. John Plassard di Cité Gestion aggiunge che “LVMH è diventato più di un titolo di lusso. È un barometro della fiducia globale. La questione non è l’esposizione in Medio Oriente stessa, ma ciò che segnala: incertezza, pressione sull’effetto ricchezza e paura di un rallentamento più ampio”. (mv)
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