LVMH riparte con la pelletteria nel semestre, ma in Borsa frena

LVMH riparte con la pelletteria nel semestre, ma in Borsa frena

LVMH riparte con la pelletteria, uno dei punti più luminosi del secondo trimestre. I risultati pubblicati dal più grande gruppo del lusso al mondo sono tutto sommato buoni. Come ad esempio il fatto che la divisione moda e pelletteria ha un segno “più” che non si vedeva dal terzo trimestre 2024. Sono buoni ma non abbastanza. Gli analisti restano prudenti ma cautamente ottimisti (le dichiarazioni di Bernstein e Citi sono emblematiche). Ma il mercato azionario non premia LVMH: alle 12,30 le azioni perdono quasi il 2%.

LVMH riparte con la pelletteria

Le vendite della divisione “Fashion & Leather Goods” (ovvero moda e pelletteria) di LVMH sono aumentate dell’1% nel secondo trimestre del 2026, raggiungendo 8,89 miliardi di euro. Un risultato che viene letto con diverse angolature. L’incremento resta al di sotto delle aspettative (+1,7%), ma comunque segna una inversione di tendenza dopo sette trimestri consecutivi di arretramenti. Occorre anche precisare che la base di confronto era più agevole, visto che le vendite della stessa divisione nel secondo trimestre 2025 erano diminuite del 9%.

L’analisi dei marchi

LVMH ha sottolineato che tutti i marchi della divisione “Fashion & Leather Goods” hanno accelerato la crescita nel secondo trimestre 2026, nonostante un impatto negativo di circa 2 punti percentuali dovuto alla guerra in Medio Oriente. Nella sintesi di Citi: Louis Vuitton in linea con la media divisionale (+1%): Dior leggermente al di sopra (crescita a doppia cifra tra le clienti americane e giapponesi, performance superiori per prêt-à-porter e borse). Loro Piana/Rimowa con performance superiori e Celine/Fendi con performance inferiori ma in miglioramento rispetto al trimestre precedente. Per l’intero gruppo LVMH, la crescita organica dei ricavi è stata del 3% nel trimestre, raggiungendo quota 19,52 miliardi di euro. Nel primo semestre 2026 i ricavi sono 38,644 miliardi, -3% a cambi correnti e +2% a livello organico. L’utile derivante dalle attività ricorrenti nel primo semestre del 2026 si è attestato a 8,7 miliardi di euro, con un margine operativo del 22,5%, superiore alle aspettative del 21,8%.

 

 

La tipologia di clientela

Come riporta Vogue, Cécile Cabanis, CFO di LVMH, durante la conference call con gli analisti, ha spiegato che per LVMH è fondamentale continuare a servire “sia la clientela più esclusiva sia quella ambiziosa”. Come spiega WWD, da Vuitton, ad esempio, le borse lanciate di recente come Squire East West e Multipass costano 2.470-3.350 dollari, mentre la Speedy P9 costa oltre 10.000 dollari ed è destinata a una “clientela molto esclusiva e facoltosa”, con una lista d’attesa in continua crescita, ha spiegato Cabanis.

Il parere degli analisti

Cosa dicono gli analisti dei risultati di LVMH? Per Bernstein: “La divisione Fashion&Leather Goods non ha riservato sorprese positive, registrando una crescita organica dell’1%, leggermente inferiore al consenso degli analisti (+1,7%). Il dato più incoraggiante riguarda invece la marginalità operativa: il margine Ebit del gruppo è risultato 67 punti base superiore alle attese del mercato, grazie a un miglioramento dei margini in tutte le divisioni. Il trimestre ha evidenziato anche come LVMH rimanga un gruppo fortemente dipendente dalla domanda della classe media globale. Gli analisti ritengono che gli investitori avranno bisogno di vedere ulteriori prove di una ripresa strutturale di Dior”. Per Citi: “I maggiori investimenti nel marchio, un controllo disciplinato dei costi e team dirigenziali rafforzati dovrebbero contribuire ad attutire le pressioni cicliche. LVMH ha raggiunto un punto di svolta in termini di slancio delle vendite e redditività”. (mv)

Foto dal sito di Dior

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