RBC gela l’ottimismo sul lusso: gli aspirazionali sono la speranza

RBC gela l'ottimismo sul lusso: gli aspirazionali sono la speranza

Analisti troppo ottimisti sul lusso. Secondo RBC Capital Markets non ci sono i presupposti per affermare che il lusso migliorerà nel 2027. Una visione in linea con quella di Renzo Rosso di OTB che al Milano Fashion Global Summit ha affermato che “La ripresa del lusso non ci sarà. C’è stato un cambiamento nelle spese dei consumatori”. Gli aspirazionali sono la speranza e le aspettative sono riposte sul mercato americano (che appare il migliore) o su quello cinese (in frenata). Quali differenze con gli alto spendenti? Ce lo dice Kering.

Gli aspirazionali sono la speranza

Durante il Luxury Executive Roundtable organizzato da BCG-Boston Consulting Group a Manhattan, Beatrice Lemucchi, managing director di BCG ha diffuso i risultati del report BCG/Altagamma. Secondo il report, nel 2026, il settore del lusso dovrebbe crescere tra il 2% e il 5%, trainato dal +8% del Nord America che beneficia dell’andamento dei titoli tecnologici e dei redditi generati dall’IA. Questa analisi, insieme con altre che prospettano una ripresa più robusta del lusso nel 2027, sono troppo ottimistiche per RBC, considerato l’indebolimento della domanda e le tendenze di acquisto. Inoltre, come riporta Borsa Italiana, il rilancio creativo dei marchi potrebbe non bastare per far crescere i marchi in un contesto più difficile. Gli analisti RBC hanno declassato LVMH e Burberry a “sector perform” da “outperform” e ridotto le stime sull’utile per azione 2027 di Kering, Moncler, Hermès e Swatch. I canadesi di RBC premiano le strategie di Ferrari e Richemont.

 

 

La rilevanza culturale

Nell’incontro newyorkese, riassunto da WWD, Lemucchi ha evidenziato “numeri positivi” tra i consumatori aspirazionali, dopo i cali registrati negli ultimi anni. Ewa Abrams, presidente di Kering Americas, ha illustrato alcune differenza tra i clienti alto spendenti e gli aspirazionali. Abrams ha spiegato che i primi hanno bisogno di “personalizzazione ad alto livello, esperienze, cose che il denaro non può comprare, oltre a elementi di sorpresa e di gratificazione”. I consumatori aspirazionali, invece, sono maggiormente motivati dalla rilevanza culturale, in particolare da artisti e musicisti. “È un tipo di engagement diverso”, ha affermato Abrams. Inoltre, i consumatori aspirazionali non acquistano le diverse categorie con la stessa profondità dei clienti high-net-worth. “È importante stimolarli attraverso le giuste categorie di prodotto, come l’eyewear o le fragranze”, che hanno un prezzo più basso rispetto all’abbigliamento.

Il tema prezzi

Ovviamente, il discorso si è poi spostato sui prezzi. Lemucchi, ha fatto osservare come anche consumatori più facoltosi siano sensibili agli aumenti dei prezzi. Circa il 70% dei 12.000 intervistati nel report ha deciso almeno una volta di non acquistare un prodotto a causa dell’aumento del prezzo. “La buona notizia è che – ha concluso la managing director di BCG – quando non concludono questo tipo di acquisti, nella maggior parte dei casi si spostano verso un’altra categoria, come il beauty”. (mv)

Foto dal sito di Louis Vuitton

Leggi anche:

CONTENUTI PREMIUM

Scegli uno dei nostri piani di abbonamento

Vuoi ricevere la nostra newsletter?
iscriviti adesso
×