Se anche a Hermès viene suggerito di abbassare i prezzi… Gli analisti ed esperti del settore stanno cercando il modo di poter tirare fuori il lusso dalle sabbie mobili. Con titoli del comparto che sono in discesa e con previsioni piuttosto fosche. Jefferies nutre dei dubbi su Hermès, mentre Bernstein riduce le previsioni di crescita della maison. E Flavio Cereda di Gam monitora lo stato di salute del comparto, costantemente alle prese con la crisi geopolitica che riduce la capacità di spesa dei consumatori aspirazionali.
Pesa l’incertezza politica
Per l’analista di Gam Flavio Cereda, il lusso è frenato soprattutto dall’incertezza geopolitica, più che dalla debolezza della domanda sottostante. In particolare pesa la crisi tra USA e Iran che ha avviato il rialzo dei costi dell’energia. Per cui, spiega Cereda a Milano Finanza, se si raggiungesse un accordo, “la spesa dei consumatori aspirazionali potrebbe iniziare a stabilizzarsi”. L’analista conferma come gli USA siano, attualmente, il mercato più interessante, grazie alla “continua creazione di ricchezza”. Mentre per la Cina: “La sua ripresa appare autentica ma graduale, ed è probabile che si sviluppi nell’arco di anni, piuttosto che di trimestri, mentre l’Europa continua a rimanere indietro” conclude l’esperto di Gam.
La propensione all’acquisto
Jefferies e Bernstein si sono concentrati su Hermès. Gli analisti di Jefferies si sono detti preoccupati per il crescente divario tra l’ottimismo mostrato dal management della maison e i dubbi sempre più forti degli investitori. In particolare Jefferies teme che la magia di cui l’azienda ha beneficiato finora inizi a svanire. Per cui la dirigenza di Hermès dovrà rassicurare il mercato. Gli stessi analisti prendono come riferimento il rallentamento del mercato dell’usato. E quindi, se le quotazioni dei prodotti del second hand diminuiscono, i clienti appaiono meno predisposti ad acquistare prodotti nuovi in boutique. Uno scenario che, spiegano sempre da Jefferies, porta l’affievolimento delle vendite dei prodotti non in pelle che i clienti acquistano nella speranza di poter poi avere lo status per comprare una Birkin.
A Hermès viene suggerito di abbassare i prezzi
Viceversa Bernstein prevede che Hermès “moderi” gli aumenti dei prezzi degli articoli in pelle nel 2027. Una decisione che andrebbe a confermare il pensiero di diversi analisti secondo cui le griffe del lusso devono intervenire per rendere i propri prodotti più accessibili, anziché attendere una ripresa dell’economia cinese. A dire il vero una riduzione dell’aumento dei prodotti Hermès non li renderà certo più appetibili al consumatore aspirazionale. “I brand devono evitare di essere percepiti come “prodotti per qualcun altro”. Se i clienti acquistano prodotti di prezzo inferiore, i marchi devono trovare il modo di intercettarli altrimenti rischiano di diventare irrilevanti”, hanno dichiarato gli analisti. Bernstein prevede una crescita organica di Hermès del +4,7% nel terzo trimestre 2026. Del 6,2% per l’intero anno 2026 e del 7% nel 2027 a seguito di un calo delle previsioni di crescita per la divisione di articoli in pelle. Il 7% è inferiore rispetto alla precedente previsione del +7,6% e alla stima di consenso del 7,7%. (mv)
Foto dal sito di Hermès
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