Stefano Ricci, Philipp Plein, Deckers e Capri possono sorridere

Stefano Ricci, Philipp Plein, Deckers e Capri possono sorridere

Stefano Ricci, Philipp Plein, Deckers e Capri Holdings possono sorridere. Chi per il bilancio di fine anno, chi per l’andamento del 2026 e chi invece, seppur indietreggiando, per i miglioramenti delle perfomance. Ricci e Plein confermano che non tutto il lusso è in crisi, e che i singoli marchi possono essere più resilienti dei grandi gruppi. Deckers sfrutta il traino di Ugg e Hoka, mentre Capri Holdings, senza più Versace, può concentrarsi su Michael Kors (che inizia a migliorare). Golden Goose, invece, fa il +10%.

Quelli che possono sorridere

Stefano Ricci ha chiuso il 2025 con ricavi a 217 milioni di euro, +1% rispetto al 2024. Mentre i primi cinque mesi del 2026 hanno visto una crescita del 4%, grazie alla buona performance sul mercato USA. Numeri che soddisfano il CEO Niccolò Ricci che con Fashion Network attribuisce i risultati a qualità, artigianalità e made in Italy. Ricci ha segnalato gli investimenti nella filiera produttiva, come l’apertura di un nuovo stabilimento da 1.000 metri quadrati nei pressi di Firenze dedicato alla produzione degli accessori metallici. E il trasferimento del pantalonificio di Arezzo in una nuova sede.

 

 

Philipp Plein

L’azienda ha archiviato il 2025 con un fatturato di 205 milioni di euro, –4,2% rispetto all’anno precedente. “Un calo fisiologico dovuto alla situazione geopolitica e all’intervento di razionalizzazione della nostra rete retail” è la spiegazione del business advisor Carmine Rotondaro a MF Fashion. Plein ha chiuso anche tutti i negozi in Cina per riorganizzare la distribuzione. Lo stesso Rotondaro ha detto che nel primo trimestre 2026 ha visto i ricavi crescere del’11%, con una stima per l’intero anno a 220 milioni (+7,3%).

Deckers

La società con sede a Goleta, in California, ha riferito che le vendite del quarto trimestre dell’anno fiscale 2026 (gennaio-marzo 2026) sono aumentate del 9,6% a 1,12 miliardi di dollari. L’utile netto è stato di 135,57 milioni, o 96 centesimi per azione diluita, in calo rispetto a 151,41 milioni. Questi risultati hanno però battuto le aspettative degli analisti: vendite comprese tra 1,07 e 1,11 miliardi e utile diluito per azione tra 73 e 94 centesimi, secondo Yahoo Finance (fonte WWD-Footwear News). I ricavi per brand: Hoka +14,5% e Ugg +9,2%. Per l’intero anno fiscale 2026, le vendite sono aumentate del 9,8% a 5,47 miliardi. Il reddito netto è stato di 1,02 miliardi rispetto ai 966,09 milioni del precedente anno fiscale. I ricavi per Brand: Hoka +15,9% a 2,59 miliardi e Ugg +8,2% a 2,74 miliardi. Stefano Caroti, CEO di Deckers Brands, ha evidenziato come l’anno fiscale 2026 sia stato un altro “anno record”, con una crescita delle entrate e degli utili alimentata dal “continuo slancio di Hoka e dalla forza duratura di Ugg”.

Capri Holdings

Capri Holdings sta iniziando a riprendersi dopo anni di sottoperformance e la mancata fusione con Tapestry. I ricavi del quarto trimestre (gennaio-marzo 2026) sono diminuiti del 3,7% a 796 milioni di dollari (-7% a cambi costanti). Il dato è in linea con le aspettative, mentre gli utili rettificati per azione di 22 centesimi, segnala Reuters, hanno superato una stima di 11 centesimi. Le vendite di Michael Kors (656 milioni) sono diminuite per il 14esimo trimestre consecutivo: -5,5% a cambi di riferimento e -8,4% a cambi costanti. Il fatturato di Jimmy Choo (140 milioni) è invece cresciuto del 5,3% a cambi di riferimento, rimanendo invariato a cambi costanti. Per l’intero anno fiscale, i ricavi sono stati pari a 3,47 miliardi, -4,1% rispetto al precedente. A livello di entrate per brand: Michael Kors -4,7% e Jimmy Choo -0,8%. La società prevede un fatturato di circa 3,525 miliardi per il prossimo esercizio. John Idol, CEO di Capri, scommette su una strategia di turnaround della società focalizzata sul rilancio di Michael Kors. A lungo termine, Idol pensa che i ricavi del brand ammiraglio possano arrivare a 4 miliardi (da 2,9 miliardi), mentre quelli di Jimmy Choo potrebbero crescere dagli attuali 600 a 800 milioni. Per il prossimo esercizio, Capri prevede un utile per azione rettificato in crescita del 40% rispetto a quello appena chiuso.

Il +10% di Golden Goose

Golden Goose continua a crescere e nel primo trimestre 2026 ha visto i ricavi attestarsi a 173,2 milioni di euro, +10% a cambi costanti. Le vendite provenienti dal canale direct-to-consumer aumentano del 19% e “sono il motore del nostro successo», ha dichiarato il CEO dell’azienda Silvio Campara. Lo scrive MF Fashion. Questo canale, infatti, è arrivato a generare l’81% dei ricavi complessivi. Un paio di giorni fa, sulla base di quanto scrive il sito Borsa Italiana, è arrivata anche l’approvazione della Commissione europea sull’acquisizione di Golden Goose da parte di fondi gestiti o amministrati da HongShan Capital Advisors Limited (HSG) di Hong Kong e Temasek Holdings di Singapore. (mv)

In foto, dai social, Vanelli Melli posa per Kors

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