Il calo delle vendite in Cina (-15,5% a cambi correnti) costringe il gruppo Tod’s a chiudere male il bilancio 2025. I ricavi sono scesi del 7,7% a 966 milioni di euro (-5,7% a cambi costanti), mentre la perdita di 83 milioni di euro risulta in crescita rispetto al rosso di 29,3 milioni del 2024. Il futuro, intanto, è tracciato: un gruppo con 4 marchi che fanno capo ad altrettanti CEO e direttori creativi. “Siamo a metà strada di questa trasformazione. Se siamo bravi tra due anni completeremo il percorso”, ha detto il patron Diego Della Valle al MFGS-Milano Fashion Global Summit 2026 (in foto).
Tod’s chiude male il 2025
Guardando ai risultati dei singoli marchi controllati, nel 2025 i ricavi di Tod’s sono stati 492,4 milioni di euro: -6,8% a cambi correnti e -4,5% a cambi costanti. Le entrate di Hogan sono state 204 milioni: -5,7% a cambi correnti e -4,9% a cambi costanti. Roger Vivier è stato il brand, come sottolinea Pambianco, più colpito dalla debolezza in Cina. Il suo fatturato si è fermato a 203 milioni, -14% a cambi correnti e -10,9% a cambi costanti. Infine, con 61,7 milioni Fay registra il -1,8% a cambi correnti e -1,9% a cambi costanti. Per singola categoria, le calzature hanno perso il 10,7% del fatturato e la pelletteria il -4,2%, mentre l’abbigliamento +8,7%.
Il riassetto
Della Valle ha confermato la strategia che ha portato al delisting di Tod’s. Ovvero arrivare ad un gruppo con quattro marchi dalle strutture autonome, capaci di crescere singolarmente e aiutare tutti insieme lo sviluppo della holding. Un’operazione – ha detto l’imprenditore al MFGS – che costa energia e soldi in un momento complicato. “Giochiamo in contropiede, guardando i costi – sono le sue parole –. Ma il problema maggiore delle aziende è il fatturato. Occorre operare con cautela”. Della Valle ha registrato “piccoli segnali positivi dalla Cina” e parlato anche dei prezzi dei prodotti. “Ora sappiamo che c’è un limite. Prima, nell’euforia generale post Covid, non lo sapevamo”. Stimolato sul valore del made in Italy e sulle inchieste milanesi relative alle condizioni di lavoro, Della Valle ha rinnovato l’invito ai PM milanesi di visitare l’azienda. “L’Italia non ha molte eccellenze. La moda è una di queste, cerchiamo di curarla bene”. Il patron di Tod’s mette un freno all’intelligenza artificiale: “I giochi veri sono stati fatti. Controllarla? Sono chiacchiere e chi vuole rallentarne il progresso lo fa per esigenze finanziarie”. Lo stesso Della Valle ha rivelato di aver registrato l’affermazione “intelligenza artigianale”. (mv)
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