10 anni di ICFA raccontati dal presidente Nathan Wall

10 anni di ICFA raccontati dal presidente Nathan Wall

Nel 2016 l’intera filiera della pelle di coccodrillo – dagli allevatori ai marchi – ha deciso di unirsi. Obiettivo: collaborare al miglioramento continuo delle pratiche di allevamento più sostenibili e del benessere animale. Così nacque ICFA (International Crocodilian Farmers Association). Oggi, 10 anni dopo, il suo presidente, Nathan Wall, ripercorre insieme a noi le tappe del percorso fatto. E traccia le traiettorie per il futuro di questa particolare area di prodotto.

10 anni di ICFA

Qual è il risultato più importante raggiunto da ICFA in questi 10 anni?

Come Presidente, insieme a tutti i nostri membri, siamo molto orgogliosi del percorso compiuto. Al centro della nostra missione abbiamo sviluppato lo Standard ICFA, ampiamente riconosciuto per la sua solidità, in particolare per l’approccio esemplare al benessere animale. Inoltre, le nostre aziende agricole innovano costantemente in tutti gli ambiti previsti dallo standard. Per esempio, stanno sviluppando pratiche di economia circolare con le comunità locali o le attività vicine. Sul fronte energetico, inoltre, stanno riducendo i consumi aumentando al contempo l’utilizzo di energie rinnovabili.

Avete raggiunto tutti i vostri obiettivi?

Siamo impegnati in un percorso di miglioramento continuo. Quindi, non ci adagiamo sui risultati ottenuti. Per questo motivo i nostri standard sono orientati ai risultati. Sono stati sviluppati con il contributo di un comitato internazionale di esperti, basandosi sulle migliori pratiche esistenti. E siamo costantemente alla ricerca dei metodi più efficaci per soddisfare i requisiti rigorosi dello standard. Gli standard sono, inoltre, dinamici. Si adattano ai progressi scientificamente validati e integrano nuove evoluzioni quando vi è consenso sul loro valore.

Formazione e benessere animale

In che modo state lavorando su formazione e benessere animale?

In questo senso, abbiamo compiuto progressi sostanziali. Da un lato, nell’avanzamento delle conoscenze, abbiamo avviato un programma di ricerca con partner accademici per misurare il benessere animale. I risultati potrebbero rappresentare una svolta, fornendo uno strumento universale e altamente performante di valutazione. Dall’altro, sul piano della visibilità e del riconoscimento. Stiamo aumentando la nostra presenza nelle università e negli ambienti professionali per promuovere un messaggio chiaro. L’utilizzo responsabile della fauna selvatica è sostenibile.

 

 

L’allevamento dei coccodrilli è ormai ampiamente accettato?

Esistono ancora oppositori che rifiutano l’allevamento per principio, indipendentemente dalla specie animale coinvolta. Di fronte a questa posizione dogmatica, rispondiamo con i fatti. L’allevamento dei coccodrilli è stato promosso dalla IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) per evitarne l’estinzione in natura, creando un modello economico che incentiva la protezione della specie e la conservazione del suo habitat. Ovunque si applichi questo modello, la specie non è più a rischio di estinzione. Quello che osserviamo è che anche i pubblici più scettici, quando comprendono la sostenibilità dei nostri metodi di allevamento e i loro effetti positivi, cambiano prospettiva. Si rendono conto che il nostro settore è molto lontano dalle critiche caricaturali che talvolta gli vengono rivolte.

I benefici dell’allevamento

Cosa sappiamo oggi dei benefici dell’allevamento dei coccodrilli oltre ai successi nella conservazione?

La conservazione era l’obiettivo principale. Il suo successo è certamente motivo di soddisfazione. Tuttavia, l’allevamento dei coccodrilli genera benefici significativi su più livelli. Innanzitutto, sul piano sociale. I coccodrilli vivono spesso in aree remote e economicamente fragili. L’allevamento genera reddito non solo per chi vi lavora direttamente, ma anche per le comunità circostanti, come le popolazioni aborigene in Australia o diverse comunità in Africa. Inoltre, oggi comprendiamo sempre meglio il valore ecologico delle zone umide, habitat naturale dei coccodrilli. In quanto predatori apicali, la loro presenza contribuisce a mantenere l’equilibrio e il corretto funzionamento di questi ecosistemi. Si tratta di un beneficio fondamentale per la biodiversità. Le zone umide svolgono inoltre un ruolo straordinario nel sequestro del carbonio. Mediamente catturano cinque volte più carbonio rispetto alle foreste tradizionali. Proteggendole e ripristinandole, come avvenuto in Louisiana, l’allevamento dei coccodrilli contribuisce anche alla lotta contro il cambiamento climatico.

I coccodrilli vengono allevati esclusivamente per la pelle?

Assolutamente no. Storicamente, il valore della loro pelle ha portato a una caccia eccessiva e quasi all’estinzione della specie. Poiché la pelle mantiene ancora oggi un elevato valore economico, l’allevamento genera entrate che consentono di mantenere gli impegni assunti in materia di conservazione. Tuttavia, negli allevamenti certificati ICFA gli animali vengono valorizzati integralmente. Per esempio, la loro carne è ampiamente consumata a livello locale ed è molto apprezzata per le sue qualità nutrizionali. Il suo successo ha portato alla creazione di prodotti trasformati, come i nuggets di carne di coccodrillo, ampliandone l’utilizzo oltre al consumo diretto o alla ristorazione, come avviene in Australia. Anche altre parti dell’animale (ossa, grasso, sangue) vengono utilizzate. Il grasso di coccodrillo, per esempio, possiede proprietà terapeutiche per il trattamento delle ustioni, recuperando tradizioni antiche come quelle di alcune tribù del Benin. Un ultimo aspetto merita attenzione. La ricerca medica mostra un crescente interesse per i coccodrilli grazie alle loro straordinarie capacità biologiche. La loro resistenza ai batteri, che consente alle ferite di guarire senza infettarsi anche in acque molto contaminate, potrebbe offrire importanti spunti nella lotta contro l’antibiotico-resistenza.

Il futuro

Quale futuro vede per l’allevamento dei coccodrilli?

Questi animali esistono da circa 200 milioni di anni. Sono sopravvissuti all’estinzione dei dinosauri. Continuano ancora oggi a stupirci per la loro bellezza e le loro caratteristiche biologiche. Ogni allevatore si sente custode di questa lunga storia. ICFA lavora affinché il profondo rispetto che i nostri membri nutrono per questi straordinari animali continui a tradursi nell’energia necessaria per proseguire il nostro lavoro.

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