Un avvio d’anno decisamente in salita per l’industria delle pelli in Tanzania dato che nel primo trimestre del 2026 il valore complessivo della produzione ha subito un drastico calo del 23,5% rispetto al trimestre precedente. Una contrazione guidata principalmente dalla netta diminuzione della produzione di pelli bovine che solleva nuove preoccupazioni sulla tenuta di una filiera fondamentale per l’economia e sulle debolezze strutturali che ne limitano il potenziale di crescita. Ecco perché in Tanzania la filiera della pelle crolla.
In Tanzania la filiera della pelle crolla
Come sottolinea International Leather Maker, i dati economici ufficiali tracciano un quadro di netta contrazione finanziaria e quantitativa poiché nel mese di marzo 2026 il valore della produzione totale si è attestato a circa un milione di dollari statunitensi segnando un consistente passo indietro rispetto agli 1,4 milioni di dollari registrati nel dicembre 2025. A trascinare verso il basso l’intero comparto è stato il segmento delle pelli bovine, da sempre colonna portante della produzione nazionale con una quota superiore al 90% del valore totale. La produzione è crollata da 647.348 pezzi a dicembre fino ai 389.155 pezzi di marzo. A differenza delle pelli ovine e caprine che hanno mostrato una sostanziale stabilità con variazioni del tutto marginali
Le cause
Dal punto di vista territoriale la produzione si riconferma fortemente concentrata in poche aree geografiche del Paese. La Lake Zone si attesta come la regione trainante arrivando a generare da sola il 30,7% dell’output nazionale a marzo, seguita a breve distanza dall’hub economico di Dar es Salaam con il 25,8% e dalla South Eastern Zone che contribuisce per il 24,1% del totale. Sebbene la fluttuazione nei tassi di macellazione del bestiame legata all’avvicendamento delle stagioni sia un fenomeno del tutto ricorrente, l’ampiezza di questa contrazione porta alla luce pesanti ostacoli di natura strutturale tra i quali le marcate carenze nelle tecniche di raccolta e conservazione prima della lavorazione insieme a una capacità di trasformazione industriale interna ancora troppo limitata.
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