Carne: boom export dall’Argentina, class action sui prezzi in USA

Carne: boom export dall'Argentina, class action sui prezzi in USA

La carenza di bestiame negli USA e il recente accordo Mercosur con l’Unione Europea stanno dando un forte impulso alle vendite estere, agevolando l’export dall’Argentina di carne bovina. Questo sta provocando un cambiamento nelle strategie delle aziende locali, che vogliono approfittare delle condizioni di mercato. L’aumento dei prezzi della carne bovina, se da un lato favoriscono l’export argentino, dall’altro lato sono causa di scontro negli USA. Dove consumatori e acquirenti di carne bovina accusano i grandi produttori di aver concordato un cartello dei prezzi.

Il boom dell’export dall’Argentina

Secondo un analista, le esportazioni di carne bovina dell’Argentina dovrebbero aumentare fino al 50% nei prossimi quattro anni, sulla scia della forte crescita già osservata nel 2026. L’export verso gli USA è cresciuto del 158% nei primi cinque mesi dell’anno per un totale di 348 milioni di dollari, secondo IPCVA-Instituto de Promoción de la Carne Vacuna Argentina. Gli accordi commerciali con gli Stati Uniti e l’Unione europea (Mercosur) aprono la strada all’Argentina per esportare più carne bovina, grazie alle quote di importazione più ampie a dazi ridotti, affermano gli analisti del settore. La crescita dell’export ha suggerito un cambio nelle strategie delle aziende argentine, che in passato si rivolgevano prevalentemente al mercato domestico. L’aumento dei prezzi sta infatti incoraggiando gli allevatori a ingrassare (e macellare) i bovini ad un livello più alto rispetto a prima. Per Reuters, l’entusiasmo attuale ha chiuso un periodo difficile per le aziende locali dell’industria della carne. Che, a causa della svalutazione, vedevano lievitare i costi, danneggiando la loro competitività nei principali mercati esteri, in particolare in Cina, il più grande buyer di carne bovina dell’Argentina.

 

 

Gli scontri negli USA

Il rialzo dei prezzi della carne è una delizia per gli allevatori argentini, ma è una croce per i consumatori americani. Che insieme agli acquirenti della filiera hanno promosso cause contro i maggiori produttori di carne degli States. Accusati di aver concordato e gonfiato i prezzi, chiedendo risarcimenti per miliardi di dollari. Sono state presi di mira i “fabulous four” della carne (Cargill, JBS, National Beef e Tyson Foods) che costituiscono insieme oltre l’80% della carne bovina venduta negli USA. I quattro gruppi sono stati accusati di concordare i prezzi per aumentarli gradualmente tra il 2014 e il 2020. Ora un giudice federale statunitense ha riconosciuto lo status di class action a tutte queste cause intentate da consumatori e altri acquirenti di carne bovina. Gli imputati hanno negato qualsiasi illecito. Nel gennaio scorso, Tyson Foods ha dichiarato che avrebbe pagato 82,5 milioni di dollari per risolvere le richieste di class-action proposte da negozi alimentari e altre aziende. (mv)

Foto Instituto de Promoción de la Carne Vacuna Argentina e JBS

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