Carni, gli USA non aumentano l’import e il mercato resta compresso

Carni, gli USA non aumentano l’import e il mercato resta compresso

Donald Trump non ha firmato, come da programma, i decreti che avrebbero permesso l’aumento dell’ import di carne bovina (a favore della mitigazione dei prezzi sul mercato domestico). Il presidente USA avrebbe dovuto sospendere temporaneamente i contingenti tariffari sulla carne bovina, consentendo maggiori importazioni a prezzi più bassi, in particolare dal Brasile. Il pacchetto prevedeva l’ordine alla Small Business Administration di aumentare i prestiti agli allevatori per ricostituire la mandria di bovini (ai minimi degli ultimi 75 anni).

Niente aumento dell’import

Come scrive Wall Street Journal, Trump non ha firmato i decreti utili a contenere l’inflazione della carne bovina. La firma era prevista per l’11 maggio. Da gennaio 2025 (cioè dall’insediamento dell’amministrazione Trump), negli States i prezzi della carne bovina sono cresciuti del 16%, mentre quelli di uova, latte e altri generi alimentari di base sono diminuiti. Per cercare di frenare il caro-hamburger, lo scorso ottobre, Trump ha consentito di quadruplicare le importazioni di carne bovina dall’Argentina. Un mese dopo ha rimosso il dazio del 40% sull’import di carne bovina e caffè dal Brasile. Provvedimenti che hanno sortito l’effetto di due gocce in un oceano. Il prezzo della carne bovina ha continuato a salire: ad aprile c’è stato un rincaro del 12,1%, secondo l’indice dei prezzi al consumo del Dipartimento del Lavoro.

 

 

Il patrimonio bovino

La causa del caro prezzi è nelle ristrettezze del patrimonio bovino statunitense, ai minimi da 75 anni. Colpa della persistente siccità, che ha bruciato i pascoli e fatto aumentare i costi di alimentazione, e dell’inflazione stessa, che ha spinto gli allevatori ad incassare vendendo gli animali per la macellazione, anziché tenerli per la riproduzione. Alcuni esperti interpellati da Reuters non credono che i provvedimenti sulla scrivania di Trump serviranno a molto. David Anderson, economista agrario della Texas A&M University, segnala che le quantità importate sono già alle stelle: “Faccio fatica a credere che ci sarà un impatto significativo sui prezzi”. Bill Bullard, CEO dell’associazione di allevatori R-CALF USA, avverte che l’aumento delle importazioni potrebbe scoraggiare gli imprenditori dall’investire sul bestiame. I piccoli potrebbero addirittura abbandonare il settore. “Negli ultimi tre anni abbiamo registrato importazioni record e, allo stesso tempo, i consumatori continuano a pagare prezzi record per la carne bovina”. (mv)

Foto Shutterstock

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