Il Kenya sta provando a scardinare il paradosso che blocca la sua filiera della pelle. Un settore considerato strategico, ma ancora intrappolato nell’export di pelli grezze. La nuova analisi del Kenya Institute for Public Policy Research and Analysis e l’approvazione del nuovo piano del governo per far decollare la filiera della pelle, mostrano la stessa crepa strutturale: senza una politica di subappalto, tecnologia diffusa e incentivi mirati, la trasformazione industriale non parte e il valore aggiunto continua a sfuggire.
Far decollare la filiera della pelle
Nonostante l’Agenda governativa identifichi la pelle come catena dal valore prioritario, il 90% delle esportazioni resta composto da grezzi e semilavorati (fonte The Eastleigh Voice). Il nodo è la mancanza di un quadro Snormativo che colleghi micro e piccole imprese ai player più strutturati. Senza subappalto, le PMI non entrano nei flussi produttivi, non investono, non crescono. A questo si sommano poi ostacoli tecnici: macchinari obsoleti, competenze insufficienti, scarsa conformità agli standard, costi elevati e una qualità delle pelli compromessa da pratiche di conservazione non ottimali. Con la conseguenza di una filiera frammentata, incapace di competere con prodotti sintetici e con il mercato dell’usato, mentre l’accesso a finanziamenti e infrastrutture resta limitato.
La risposta del governo
Per invertire la rotta, il governo ha approvato un progetto da 44,8 milioni di dollari e istituito la Kenya Leather Development Authority. Lo scopo è chiaro: rilanciare la manifattura, aumentare la trasformazione locale e liberare un potenziale stimato in quasi un miliardo, con fino a 120.000 nuovi posti di lavoro (fonte News Leather). Le linee d’azione includono incentivi fiscali, distretti produttivi più forti, accesso alla tecnologia, formazione per le PMI e il rilancio della concia vegetale. Parallelamente, si punta a integrare la pelle nella pianificazione nazionale, migliorare le piattaforme di marketing e sensibilizzare gli allevatori sulla qualità delle pelli.
Foto Shutterstock
Leggi anche:









