La decisione dell’Unione Europea di bloccare le importazioni di prodotti carnei dal Brasile non è passata inosservata. Anzi, proprio sulla carne s’infiammano i rapporti tra le sponde Nord Est e Sud Ovest dell’Atlantico. Perché non solo si ha sentore che Brasilia preparerà reazioni simmetriche se Bruxelles non ammorbidisce le sue posizioni sul tema degli antimicrobici utilizzati negli allevamenti sudamericani, ma vietati nel Vecchio Continente. Ma nella definizione dell’area di libero scambio tra UE e Mercosur si stanno accendendo gli animi proprio sulle proteine animali.
Sulla carne s’infiammano i rapporti
Andiamo dal particolare al generale. Secondo Euractiv, portale specializzato sulle questioni comunitarie, il Brasile ha intenzione di vendicarsi per lo stop alle importazioni di carni deciso dall’UE (fino al 2028 nel caso delle bovine). O, per essere più precisi, ha intenzione di ricorrere a “misure di ritorsione” se la Commissione non lo farà in tempi ragionevoli e secondo gli standard di reciprocità previsti dall’accordo di libero scambio siglato col Mercosur. A tal proposito, si è appena consumata una rottura all’interno dell’area sudamericana proprio sulle quote carne. Il tavolo tra Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay non è riuscito a raggiungere l’intesa perché, scrive ANSA, perché mentre Brasile, Argentina e Uruguay vogliono definirne di proporzionali ai volumi di export consolidati in Europa, il Paraguay chiede la divisione in 4 quote pari del 25%.
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