USA, la crisi della carne bovina manda la filiera sotto pressione

USA, la crisi della carne bovina manda la filiera sotto pressione

Negli USA la crisi della carne bovina manda la filiera sotto pressione. La questione sta diventando sempre più spinosa, penalizzando anche i consumatori che vedono il prezzo della carne alle stelle. Questo perché il patrimonio zootecnico nazionale è al livello più basso degli ultimi 75 anni. Le aziende che lavorano la carne stanno registrando perdite e chiudono gli stabilimenti, perché l’aumento dei costi per l’acquisto del bestiame superano quelli dei prezzi della carne. Sulla questione è intervenuto direttamente il presidente Donald Trump, ma…

Si aggrava la crisi della carne bovina

Il 3 agosto scorso, il gruppo Tyson ha segnalato che le perdite nel settore della carne bovina si sarebbero ampliate. E da una perdita operativa rettificata da 350-500 milioni di dollari, la stima del rosso è passata a 500-650 milioni per l’anno fiscale 2026. Alcuni giorni dopo, lo stesso gruppo ha annunciato la chiusura e/o la vendita di tre stabilimenti di lavorazione e confezionamento della carne bovina. Più precisamente, l’azienda interromperà le attività a Joslin (Illinois) e Eagle Mountain (Utah) e venderà lo stabilimento a Pasco (Washington). Le attività di questi tre siti verranno trasferite altrove: Dakota City (Nebraska), Holcomb (Kansas) e Amarillo (Texas). “Stiamo vivendo una delle più gravi carenze di bestiame nella storia del nostro Paese e ora ne stiamo vedendo le conseguenze propagarsi lungo l’intera filiera della carne bovina”, ha dichiarato a Reuters il commissario per l’agricoltura del Texas Sid Miller.

All’attenzione di Trump

Il presidente USA Donald Trump segue questa vicenda da tempo. Mercoledì 26 agosto, al commentatore americano Glenn Beck, il presidente USA Trump ha dichiarato che esaminerà se effettivamente c’è troppa burocrazia sugli impianti di lavorazione della carne bovina. Burocrazia che ostacola gli agricoltori e gli allevatori più piccoli che vorrebbero occuparsi autonomamente della macellazione. Questa dichiarazione segue un’altra affermazione di una settimana prima, secondo cui lo stesso Trump vorrebbe allentare temporaneamente i dazi su alcune importazioni di carne bovina per cercare di ridurre i prezzi della carne. Una dichiarazione, sottolinea Reuters, aspramente criticata dalle associazioni agricole, tra cui la principale lobby agricola, l’American Farm Bureau Federation. C’è una buona notizia. Cargill prevede di riprendere la produzione di carne bovina nello stabilimento di Fort Morgan (Colorado) a settembre. La produzione è rimasta ferma da aprile per una controversia sindacale, che è stata risolta con un voto dei lavoratori sindacalizzati. Lo riporta Reuters. (mv)

Foto Shutterstock

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