Antifragilità, presente e futuro: se n’è parlato in questo evento a Prato

Antifragilità e futuro: se n’è parlato in questo evento a Prato

“Sapersi nutrire dell’incertezza non soccombendo nelle oscillazioni, ma migliorando”. Stiamo parlando di antifragilità. È da questo assunto che si è sviluppato il dibattito durante l’evento “From Resilience to Antifragility: Sostenibilità e digitale per evolvere nella complessità della Moda”, tredicesima edizione dell’Evento annuale 4sustainability by Ympact che si è tenuto ieri (1° ottobre) presso il Beste Hub di Prato. Il quesito attorno al quale hanno ruotato i vari panel è capire quali sono le leve attraverso le quali il sistema della fashion industry può irrobustirsi per affrontare la complessità, imparare dalle criticità e trasformare il cambiamento in una nuova strategia per evolvere. L’appuntamento ha affiancato a una riflessione strategica anche un confronto operativo su strumenti, metodi e responsabilità necessari per accompagnare l’evoluzione industriale della filiera, illustrando case history d’impresa e iniziative associative.

Antifragilità

La riflessione sull’antifragilità è stata introdotta da Alex Zanon, Director AI Literacy & Augmented Intelligence di Digital Attitude. Domanda: come un’impresa può costruire un sistema antifragile, capace di apprendere dall’incertezza? Risposta: “Sperimentando, distribuendo le decisioni, governando i dati, riconoscendo gli errori e utilizzandoli per migliorare”. Da qui si è poi sviluppato il confronto, moderato da Silvia Gambi (founder di Solo Moda Sostenibile), con gli interventi guida degli organizzatori: Francesca Rulli e Massimo Brandellero, co-founder di Ympact. In questo contesto in cui “le nuove richieste del mercato spingono verso investimenti, maggiore integrazione dei processi e un sistema più robusto di monitoraggio della filiera – affermano in una nota stampa – tracciabilità, innovazione e dati ESG possono diventare strumenti per rafforzare il modello industriale, oltre che per rispondere alle richieste dei clienti”.

 

Passaporto digitale e tracciabilità

I temi su cui si poi è concentrato il pomeriggio sono stati il Digital Product Passport (DPP), la tracciabilità e la gestione dei rischi in una governance strutturata del flusso dei dati. Infine: due diligence e armonizzazione dei sistemi di auditing di filiera. Su questi ultimi argomenti sono intervenuti Andrea Crespi (vicepresidente di Confindustria Moda) e Moreno Vignolini (presidente nazionale della Federazione Moda di Confartigianato Imprese). Al loro fianco: Paolo Pernici, (presidente Federmoda CNA Moda Tessile Abbigliamento), Mickaël Maniez (head of Sustainable Supply Chain di Kering – Fashion Pact) e Valentino Durante (General Counsel di FVL).

Innovazione condivisa e collaborazione

L’evento ha dato poi spazio alle esperienze di distretti e comparti italiani: Cardato Riciclato Pratese, Consorzio Physis, Innovation for Luxury e MagnoLab. I vari speech hanno portato alla luce, attraverso modelli diversi di collaborazione tra imprese, come la cooperazione sia una chiave fondamentale per affrontare le trasformazioni del mercato e sviluppare antifragilità. “Questi modelli si fondano sull’innovazione condivisa, sulla tutela delle competenze e delle eccellenze manifatturiere. Ma anche sull’aggregazione e sulla capacità di costruire nuove relazioni tra filiera e brand”, ha ribadito Francesca Rulli. Nei momenti di incertezza e fragilità, la collaborazione è diventata ormai l’unica via per sopravvivere.

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