Armani Archivio: tornano in vita tredici look e due sono in pelle

Armani Archivio: tornano in vita tredici look e due sono in pelle

Riattivare un archivio significa tornare a toccare le forme che ne hanno costruito l’identità e verificarne ancora la forza emotiva. È proprio da questa esigenza che nasce ARMANI/Archivio, progetto che raccoglie e ordina oltre quindicimila capi trasformandoli in un terreno di studio attivo. Per la prima volta dalla scomparsa del fondatore, il marchio ha dato vita ad una capsule di alcuni capolavori che attraversano un arco temporale preciso: dal 1979 al 1993, gli anni in cui il linguaggio armaniano si è definito, imponendosi. E così nella selezione, che rimette in circolo tutti i codici del brand, tornano in vita tredici look del passato. E due sono in pelle.

Tornano in vita tredici look

La capsule apre con una giacca in pelle da uomo. Dalla primavera-estate 1979, è un doppiopetto in pelle d’agnello che condensa l’intero lessico armaniano degli esordi. La pelle è trattata come tessuto mentre la silhouette resta slanciata grazie a revers a specchio, chiusura a quattro bottoni e maniche raglan che alleggeriscono la struttura. È un ritorno ai primi codici dello stilista, a quando Armani guardava al cinema americano degli anni ’30. Quello fatto di spalle ampie, linee affusolate. Insomma, un’idea di mascolinità autorevole ma mai imposta. La seconda, invece, è una giacca femminile in pelle della collezione autunno-inverno 1981, subito andata sold out, visto che non è più disponibile online. La giacca si porta dietro un immaginario più lontano. Fotografata da Aldo Fallai e immortalata da Irving Penn per l’edizione americana di Vogue, condensava il dialogo tra sartoria e suggestioni orientali. Si ispirava infatti alle oyoroi, armature cerimoniali dei samurai, composte da pannelli sovrapposti e una struttura ragionata. Racconta bene l’Armani dei primi anni ’80, quello che assorbiva l’estetica giapponese distillandola in un linguaggio più minimal ma non per questo meno riconoscibile.

 

 

Il boom del vintage

La direzione visiva della capsule è stata affidata al fotografo e stilista Eli Russell Linnetz, che si è introdotto negli archivi di Armani con uno sguardo esterno. Attraverso il quale non ha soltanto osservato. Russell Linnetz ha letteralmente attraversato l’atto fondativo di un brand, almeno dal punto di vista del design, per restituirci un’idea di giacca (soprattutto) ancora oggi estremamente contemporanea. La capsule arriva, tra l’altro, nel periodo in cui l’estetica degli anni ’80 e ’90 è tornata sulla scena. E farà felici tutti gli appassionati dei pezzi storici di Armani. Dopo la scomparsa del fondatore è praticamente partita una caccia al vintage firmato dallo stilista, con le ricerche online che sono aumentate del 212%, come sottolineava qualche mese fa TheRealReal. Un motivo in più per ridare vita a ciò che, in verità, è sempre stato lì.

Foto Archivio Armani

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