Critiche archiviate: Prada produce in India i sandali Kolhapuri

Critiche archiviate: Prada produce in India i sandali Kolhapuri

Si può uscire dall’impasse nascondendosi. O si può ammettere l’errore e ricucire. Prada sceglie la seconda strada. C’è un momento in cui un marchio capisce che non basta “ispirarsi” ma serve tornare alle mani che hanno generato quella forma, a chi l’ha custodita per secoli. E così dopo che erano apparsi sulle passerelle e dopo le polemiche di “appropriazione culturale”, Prada produce in India i sandali Kolhapuri. Che sono ora in vendita in edizione limitata. Riportandoli così nei distretti dove sono nati e dove ancora si tramandano come un sapere familiare.

Prada produce in India i sandali Kolhapuri

I nuovi sandali, che si aggirano intorno ai 750 euro, segnano proprio un ritorno diretto alla fonte. Prada li ha fatti realizzare nei distretti del Maharashtra e del Karnataka, dove i Kolhapuri nascono da generazioni. La produzione, tra l’altro, ha seguito un ritmo antico: concia delle pelli, taglio a mano, martellatura che compatta le fibre, cuciture che definiscono la struttura. Ogni passaggio è stato affidato a un artigiano specializzato, spesso all’interno di laboratori familiari. Come sottolinea il marchio sul suo sito, la collezione mette in dialogo “il patrimonio indiano e una visione moderna del lusso”. E la scelta non è puramente estetica: i sandali conservano infatti la silhouette originaria. Il risultato è quindi un incontro tra due culture del fare. E soprattutto un riconoscimento esplicito delle origini.

 

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Il programma di formazione    

Come riporta BBC, per Lorenzo Bertelli, responsabile della responsabilità sociale d’impresa del Gruppo Prada, “l’iniziativa mira infatti a sostenere gli artigiani rafforzando le loro competenze, preservando le conoscenze tradizionali e aiutando le comunità locali a preservare l’artigianato”. La collezione non è l’unica novità. Prada ha infatti avviato e finanziato un progetto più ambizioso: un programma triennale di formazione per 180 artigiani tra i 18 e i 45 anni, sviluppato con LIDCOM, LIDKAR, NIFT e KILT insieme a istituti tecnici come il National Institute of Fashion Technology e il Karnataka Institute of Leather & Fashion Technology. I moduli semestrali integreranno tecniche tradizionali, design contemporaneo, competenze digitali e lettura del mercato globale. Non “modernizzare” l’artigianato, quindi, ma dare agli artigiani strumenti per muoversi in un settore che cambia velocemente, senza perdere la propria identità. I partecipanti più meritevoli potranno poi proseguire la formazione alla Prada Group Academy in Italia: un passaggio simbolico che ribalta la logica estrattiva spesso associata al lusso internazionale.

Foto Prada

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