Per capire cosa farà Achille Lauro come direttore creativo di Dondup, l’unico indizio vero è il suo stile. Il performer è stato infatti nominato direttore creativo del famoso marchio di denim marchigiano. Oltre all’abbigliamento, Lauro seguirà anche gli accessori per ridare contemporaneità al marchio. Dicevamo, il suo stile è l’unico metro di giudizio per immaginarci la collezione che verrà svelata il 15 giugno in occasione del concerto‑evento allo Stadio San Siro di Milano. Un’idea di moda sempre riconoscibilissima. Le piume, la cappa lucida, il glitter, il chiodo: indizi di un metodo. Achille Lauro costruisce personaggi, plasma identità e trasforma ogni look in un atto. Quando una figura così entra in un brand nato sul denim, la questione si sposta subito e l’interesse non riguarda solo ciò che potrebbe aggiungere. Premesse di un’estetica che deborda.
Un’estetica che deborda
Dondup nasce nelle Marche nel 1999 dall’idea di Massimo Berloni e Manuela Mariotti, dentro una visione di denim preciso, pulito, essenziale, costruito con attenzione ai dettagli e un’estetica che ha sempre scelto la via della sottrazione. L’arrivo di Achille Lauro introdurrà quindi un nuovo approccio. “Volevo creare qualcosa che restasse. Non come volto ma come autore. Non un gesto, ma un progetto. L’eleganza non è un accessorio, è un’attitudine, e la moda deve saperla raccontare”, ha sottolineato l’artista. Da qui l’innesto con il suo immaginario. Barocco pop, rituali religiosi trasformati in gesto scenico, collari elisabettiani, silhouette noir degli anni ’40, stratificazioni sartoriali esplorate prima con Alessandro Michele quando era direttore creativo di Gucci e poi con Dolce&Gabbana, verso un’idea di eleganza più classica e costruita.
Cosa porterà
Sarà quindi interessante vederlo alla prova con denim ed accessori. Visto che, nonostante la pulizia dei capi, ci sono ampi margini per deviazioni mirate. Il denim potrebbe diventare campo di possibilità. Con Lauro pronto a focalizzarsi su lavaggi specifici, dettagli come amuleti, piccoli segni da decifrare, colori specifici per le cuciture, una tasca in più. Chissà che non vedremo l’aggiunta di colletti che richiamano i collari barocchi, reinterpretati in chiave contemporanea. Ogni pezzo potrebbe funzionare come il riassunto di un’idea precisa, più che come semplice lavorazione. Resta da capire la vestibilità. L’industria discute da mesi del ritorno dei jeans skinny. Chissà che non sarà proprio Lauro a sancirne la nuova stagione. E poi gli accessori: Dondup ha già borse e accessori in denim e pelle. Un terreno fertile per introdurre strutture più nette, dettagli gioiello, richiami alle sue metamorfosi sceniche. Insomma, Lauro porterà un modo di stare nel mondo prima ancora che un’estetica.
Foto dal profilo Instagram di Achille Lauro
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