È partita ieri la Milano Fashion Week, in calendario dal 22 al 28 settembre, proponendo subito un’interessante rilettura dei classici del guardaroba o delle convenzioni. Da un lato Miuccia Prada e Raf Simons che hanno firmato un vero e proprio saggio sulle gonne, trasformando un grande classico della moda femminile in un esercizio di pura sovversione formale. Oppure nella ripetizione come atto di differenziazione. Dall’altro, l’addio di Glenn Martens a Diesel che ha trasformato la passerella in una festa edonista e viscerale. Due visioni agli antipodi, unite dalla stessa volontà: scardinare ogni regola e celebrare la libertà stilistica.
Il saggio sulle gonne di Prada
Si, un saggio antropologico. Perchè non è una novità che nel lavoro di Miuccia Prada prima, e in quello di Raf Simons poi, l’atto del vestirsi diventa una riflessione intellettuale che sfida le regole convenzionali degli abbinamenti. Al centro della collezione primavera/estate 2027 la gonna, intesa non soltanto come capo di abbigliamento ma come vero e proprio perimetro entro cui far scaturire la creatività. Un capo che nelle intenzioni dei creativi ha la stessa valenza di una t-shirt e che diventa così un foglio bianco adattabile e incline alle contraddizioni, pronto a cambiare nelle forme e nei signififcati a seconda dei materiali e dello stile. E così in passerella si alternano solo gonne, in pelle, in tessuto, ricamate. Che convivono con giacche lunghe e in tonalità accese, ma anche con mini top o camicie. Accostamenti volutamente stridenti convivono nello stesso outfit, dando vita a un disordine studiato. Un lavoro flessibile che vuole raccontare l’evoluzione e che allo stesso tempo invita alla riflessione storica rispetto a quel pezzo.
La performance fluida di Diesel
Di segno opposto, ma ugualmente dirompente, è stato l’atto conclusivo della direzione creativa di Glenn Martens per Diesel. Una performance viva e sensuale, ambientata in un’atmosfera da club che richiama le notti berlinesi. Con la presenza di ben duecento performer confusi tra gli spettatori, lo show abbatte la separazione tra modelli e pubblico, celebrando una dimensione festosa e fluida. Per il suo ultimo atto alla guida del marchio di OTB Martens propone un guardaroba che riflette il caos suggestivo di chi si veste al termine di una festa intensa. I capi quotidiani vengono smontati e riassemblati. Maglie, blazer in pelle e camicie si fondono in un’unica struttura sartoriale. Il denim, elemento identitario del marchio, subisce continue modifiche tra effetti trompe-l’œil, lavorazioni che restituiscono un senso di vissuto e inserti in pelle. Il tutto mentre i tagli diventano più drastici e i ricami floreali disegnati direttamente sul corpo compongono una collezione sovversiva che chiude (con coerenza) il percorso dello stilista belga.
Foto dal sito di Prada e Diesel
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