Mondiali 2026: brand di moda e sport ci si buttano, ecco come

Mondiali 2026: brand di moda e sport ci si buttano, ecco come

La Coppa del Mondo 2026 che prenderà il via l’11 giugno a Città del Messico si è già trasformata in un’arena per i marchi dello sport e della moda. Non attirerà l’interesse del lusso come la Formula 1, ma il settore non può certo ignorare la competizione, soprattutto perché i Mondiali si svolgono anche negli USA (oltre che in Messico e Canada), mercato primario per il luxury, anche a causa del rallentamento della Cina. I budget di investimenti miliardari dovranno affrontare difficoltà logistiche in un mercato eterogeneo. I marchi di accessori, moda e lifestyle di tutto il mondo stanno già capitalizzando la febbre del calcio internazionale. E l’Italia?

I Mondiali 2026

Il campionato del mondo di calcio è già di per sé un evento planetario seguito da miliardi di persone, rappresentando un’allettante opportunità per qualunque marchio di moda. Il fatto che le partite si giochino anche negli USA rappresenta una spinta in più per mega investimenti pubblicitari e di marketing. Gli esperti del settore devono considerare alcuni aspetti. Primo: negli USA gli sport popolari sono basket, football, baseball e hockey, non il calcio. Secondo: il Mondiale sarà distribuito su tre nazioni ospitanti che presentano enormi differenze culturali, economiche e linguistiche tra loro. Terzo: anche le squadre in lizza per la vittoria finale rappresentano tutto il mondo, in una competizione che risulta la più eterogenea dello sport insieme alle Olimpiadi. Per cui, secondo Business of Fashion, la vera sfida dei marchi sta nel creare una narrazione che parli a quasi tutti, contemporaneamente. Per raggiungere questo obiettivo, Nike ha svelato il cortometraggio Rip the Script che coinvolge 31 celebrità, non solo del calcio. E l’investimento è impressionante.

 

 

Come ci si butta la moda

Se i marchi sportivi sono in prima linea, quelli di lusso cercano di sfruttare a loro modo l’interesse per la competizione. Balenciaga ha presentato una nuova collezione prêt-à-porter ispirata al calcio. Stessa cosa ha fatto Corteiz. Kith ha lanciato una collaborazione con Lionel Messi. Burberry è tornata in campo con la sua campagna A Good Sport. Altre griffe hanno fornito le uniformi alle squadre nazionali: Loewe alla Spagna, Jacquemus con Nike alla Francia, Gabriela Hearst per l’Uruguay. La grande assente, anche a livello di moda, sarà l’Italia. Unico brand presente: Pignatelli che ha firmato le divise della nazionale del Marocco. (mv)

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