Made in Italy e origini cinesi. La Pelletteria Nuovo Nanchino, con sede a Firenze, ne è un esempio, poiché è un’azienda gestita da una famiglia di seconda e terza generazione di origini cinesi. Così come i dipendenti, che sono una decina. L’azienda è nata nel 1988 ed è da tempo inserita nel tessuto imprenditoriale locale e nel mercato della pelletteria. Tant’è che tra gli ostacoli maggiori per lo sviluppo dell’attività, la titolare Hua Zhu Jiang (Daniela, il suo nome italiano) cita la pressione fiscale.
Made in Italy e origini cinesi
La famiglia Zhu, proveniente da Wenzhou (Cina), è arrivata in Italia 40 anni fa. Si è insediata in Toscana e ha aperto un’azienda di pelletteria, inserendosi nel tessuto produttivo locale. Pelletteria Nuovo Nanchino è gestita ora dalla seconda e terza generazione, rappresentata da Daniela, insieme a sua figlia Alessia Liao, 24 anni. Non a caso Alessia Firenze è il marchio di proprietà dell’azienda, la cui attività principale è la produzione conto terzi e per private label che avviene esclusivamente in Italia, con pellami conciati al vegetale acquistati in Italia, dove l’impresa compra anche una parte degli accessori.
Costi competitivi
“Tenendo conto che sono made in Italy, i nostri prodotti hanno un costo competitivo. Non sono paragonabili per qualità e costo a prodotti cinesi” afferma Daniela, secondo cui l’azienda sta attraversando un buon periodo e sta cercando di svilupparsi ulteriormente, cercando di approcciare nuovi mercati. Per questo partecipa ad alcune fiere di settore come Gardabags. “Il nostro mercato principale è l’Europa. Devo dire che dopo il Covid è cresciuto molto il mercato italiano, anche perché abbiamo uno showroom aziendale molto fornito che il cliente può visitare per scegliere i modelli che più gli piacciono. E questo è un servizio apprezzato” affermano Daniela e Alessia. Che per il futuro puntano ad ampliare sia la collezione di borse sia la loro offerta di prodotti di pelletteria. “La geopolitica influisce sulle vendite perché mina la stabilità del mercato. I clienti ne risentono e sono molto più prudenti nei loro acquisti” affermano madre e figlia. Che proseguono: “Ingrandirci? È il nostro obiettivo, ma la pressione fiscale costituisce sicuramente un ostacolo”. (mv)
Leggi anche:








