Pelle UK e filiera chiusa: il modello di tracciabilità di Mulberry

Pelle UK e filiera chiusa: il modello di tracciabilità di Mulberry

Il modello di tracciabilità di Mulberry ritrova spazio nel dibattito sulla pelletteria europea con un progetto che unisce filiera nazionale e rigenerazione agricola. La nuova collezione realizzata in British Pasture Leather racconta come un marchio storico possa ripensare la propria infrastruttura produttiva, riportando valore alle pelli britanniche e ricucendo i legami tra allevamento, concia e manifattura senza per questo dimenticare lo stile. Un gesto industriale va detto, prima ancora che estetico, che arriva in un momento in cui l’azienda mostra segnali di ripresa dopo mesi complessi.

Il modello di tracciabilità di Mulberry

La limited edition in British Pasture Leather segna la prima volta in cui Mulberry utilizza esclusivamente pelli provenienti da bovini allevati al pascolo nel Regno Unito, certificati Pasture for Life. Come scrive International Leather Maker, ogni fase è nazionale. Allevamento nel sud-ovest dell’Inghilterra, concia vegetale presso Thomas Ware and Sons a Bristol, rifinizione da Blenkinsop Leathers nel Northamptonshire, assemblaggio nello stabilimento Mulberry del Somerset. Una filiera chiusa, insomma, verificabile e trasparente, che permette di tracciare ogni borsa (modelli Bayswater e Boston) prodotte in soli 80 pezzi. Il progetto si ricollega a Made to Last, piattaforma nata nel 2021 con cui Mulberry ha ridefinito sourcing, riparabilità, gestione dei rifiuti e responsabilità sociale. Nel 2025 l’azienda ha prodotto 43.000 articoli nei suoi due stabilimenti britannici e ha riparato oltre 10.000 borse, rafforzando un modello circolare che include anche un programma di buy‑back. La collaborazione con British Pasture Leather, tra l’altro, colma una lacuna strutturale. Il Regno Unito esporta la maggior parte delle sue pelli grezze per mancanza di capacità di concia interna.

 

 

La ripresa dei conti

Parallelamente al progetto di filiera, Mulberry ha comunicato un miglioramento significativo delle performance nell’anno fiscale 2026. Il fatturato totale è cresciuto del 5,7%, nel secondo semestre che ha segnato la svolta: +13,6% a valuta costante, con progressi a doppia cifra in tutte le regioni. La strategia Back to Mulberry Spirit, fatta di semplificazione operativa, rafforzamento dell’identità, maggiore coinvolgimento del cliente, sta iniziando a produrre effetti, compensando la debolezza del retail diretto grazie al franchising e al wholesale. Il rilancio della creatività, la riduzione degli sconti e una maggiore attenzione al patrimonio britannico stanno restituendo slancio al marchio, che ora integra la dimensione economica con un modello produttivo più radicato e riconoscibile.

Foto Mulberry

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