Moncler, Prada, Dior: le boutique non sono più semplici negozi

House of Dior

Non ci sono più le boutique di una volta. Oggi sono spazi esperienziali e immersivi poiché il cliente non entra più solo per comprare il prodotto con un logo ben visibile. Ma vuole vivere un’esperienza d’acquisto. Così le griffe del lusso stanno razionalizzando le loro boutique per puntare, ampliandole, su quelle più importanti e redditizie. Insomma meno punti vendita, ma più grandi, più spaziosi nei quali, oltre alla proposta del marchio, ci sono bar, ristoranti, musei, opere d’arte, oltre a spazi esclusivi per coccolare i clienti più ricchi. Ecco cosa hanno detto Remo Ruffini di Moncler e Delphine Arnault di Dior sulle loro opening, rispettivamente, a New York e Milano.

Le boutique? Non sono più semplici negozi

Moncler ha aperto a New York, sulla Fifth Avenue, vicino a Central Park, il suo store più grande del mondo: 2.200 metri quadrati. Ci sono diversi saloni privati e un bar per offrire maggiore privacy ai clienti altospendenti. “Ci sono meno consumatori aspirazionali, quelli che inseguono il marchio: non a caso, in giro si vedono molti meno loghi. Si cerca un’esperienza più completa, e noi non possiamo ignorare certe indicazioni”, afferma Remo Ruffini intervistato da la Repubblica. Lo stesso imprenditore spiega l’ingente investimento: “La nostra priorità resta spingere sul mercato americano, che rimane il fulcro del lusso”. Il mercato USA è cresciuto del 12% nel primo semestre 2026 di Moncler, ma Ruffini punta a fargli generare il 20/22 per cento del fatturato complessivo, dall’attuale 14,5%.

 

 

The new house of Dior

Ha aperto in via Montenapoleone a Milano House of Dior. Oltre 1.300 metri quadrati su 3 livelli che ospitano le collezioni moda, accessori, gioielleria e l’esclusivo ristorante Monsieur Dior. Una superficie triplicata rispetto al precedente store, dove concentrare l’universo della griffe. “Casa Dior mette in luce i nostri legami storici con Milano, una delle capitali economiche e culturali più dinamiche del mondo”, ha sottolineato a MFF Delphine Arnault, CEO di Christian Dior couture e figlia di Bernard Arnault, presidente di LVMH, di cui Dior fa parte. Delphine ha detto che il negozio è “molto più di una semplice boutique… un luogo di esperienze dedicato all’art de vivre”. Da notare come a Milano, da luglio ad oggi, hanno aperto o rinnovato i propri punti vendita Berluti, Moorer, Prada e Dior. Mentre Saint Laurent e Gucci stanno ristrutturando i loro spazi in via Montenapoleone. Ingenti investimenti in una città che è già tra le migliori location in Europa e sta assumendo un’importanza a livello mondiale. Lo ha certificato anche Delphine Arnault. (mv)

Foto dal sito di Dior

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