Il 9 settembre 2026 è stata decretata la fine di una storia lunga 130 anni. La catena calzaturiera André, sottoposto a procedura fallimentare nel 2020, 2023 e 2025, è finita in liquidazione a seguito del provvedimento del Tribunale Commerciale di Parigi. L’azienda è in uno stato di insolvenza e non può essere ristrutturata. Fondata nel 1896, l’insegna André celebrò l’apertura del suo 500mo negozio nel 1983 con lo slogan: “André, tutto bene”. Da allora, però, lo storico marchio ha cambiato proprietario diverse volte.
Chiude la catena calzaturiera André
Le ultime, travagliate, vicende dell’insegna André iniziano nel 2018 con la crisi del gruppo Vivarte. Il retailer passò a Spartoo prima di finire, nel 2020, sotto il controllo della società 1Monde9 guidata da François Feijoo. Che la sottopose alla prima cura dimagrante con 130 negozi chiusi su 180. Ai 50 rimasti attivi se ne sommavano 13 in franchising. Nel 2023 la proprietà passa alla società belga Optakare. Che a sua volta opera una nuova sforbiciata salvando 21 negozi su 50 e 119 posti di lavoro su 250. All’ennesima crisi del 2025 l’insegna finisce in Tribunale, ma l’offerta migliore arriva dallo stesso Optakare che salva 43 dipendenti, 7 negozi e 2 corner. Al momento della liquidazione André aveva una trentina di dipendenti.
L’istanza di liquidazione
Nell’istanza di liquidazione accolta dal Tribunale si menzionano i due problemi insormontabili che hanno portato a questa decisione senza appello. Secondo quanto riportano i media francesi, tra cui Le Figaro, sono “problemi con il locatore” e il “fallimento delle trattative” con il colosso dei centri commerciali Westfield. André è caduta sotto i colpi della pandemia e non si è più rialzata: è stata la prima azienda di distribuzione a essere posta in amministrazione controllata in Francia a causa del Covid. Ha tenuto chiusi i negozi per molti mesi. Altre insegne francesi, ricorda Fashion Network, sono cadute in disgrazia a causa della pandemia e della successiva crisi: Camaïeu, Esprit, Naf Naf, Minelli, Kookaï, Gap France, Pimkie, Comptoir des Cotonniers, Princesse Tam Tam, Kaporal, Burton of London. Alcune di queste sono state costrette a ridimensionare le attività per sopravvivere, altre sono state in amministrazione controllata e altre ancora hanno chiuso. (mv)
Foto Shutterstock
Leggi anche:









