In Italia non fioccano aperture, ma crescono gli investimenti

In Italia non fioccano aperture, ma crescono gli investimenti

Nel 2025 crescono gli investimenti nel retail italiano: con oltre 3,3 miliardi di euro di capitali stanziati, il risultato registra il +29% su base annua. È la migliore performance tra gli investimenti immobiliari italiani, nonché di tutta Europa. Sempre l’anno scorso, Milano ha registrato una crescita delle nuove aperture nel lusso dell’86% sul 2024. A confermare l’ottimo stato di salute del settore, intervenendo al Fashion & Luxury Talk di RCS Academy, è Maura Basili, presidente di CBI-Camera Buyer Italia.

Crescono gli investimenti nel retail

Per il fashion e luxury retail il 2026 si è aperto con lo stesso slancio del 2025. Nel primo trimestre 2026 il comparto ha già superato i 700 milioni di euro di investimenti, in crescita del 23% sull’analogo periodo del 2025, si legge nel report Italy Retail Spotlight di Savills di cui scrive Pambianco. Ma non sono tutte rose e fiori. Secondo Savills, il 2025 ha registrato il numero più basso di nuove aperture nel lusso dal 2020. Un dato che non certifica la crisi, quanto l’evoluzione in atto. I brand stanno concentrando gli investimenti su un numero ristretto di mercati, di città e di location. Inoltre, sostiene Savills, è in crescita il numero degli spazi dedicati ai servizi e all’offerta di esperienza e sono in calo quelli riservati alla pura vendita.

 

Banner 728x90 nei post - B7

 

Spiega Basili

Secondo Maura Basili si registrano nuove aperture di negozi multibrand, con voglia di investire da parte di imprenditori da 37 a 45 anni, che portano una visione contemporanea. Ovvero, più spazio all’accoglienza e all’esperienza, con hotel e ristoranti, per servire una nuova clientela proveniente, ad esempio, da Kazakistan e Turchia. Il comparto, continua Basili, deve affrontare due problemi. Il primo è la marginalità. “Col lusso gli utili sono bassi: i negozianti vanno alla ricerca di marchi e di prodotti che li facciano sopravvivere. Vogliamo considerazione e rispetto dai brand. Anche i negozi multibrand hanno il diritto di essere rispettati e di guadagnare”. Il secondo problema è la mancanza di aggregazione. “C’è un individualismo che non porta a nulla di buono – conclude –. Dobbiamo essere umili e costruire un dialogo tra istituzioni, sistema fieristico, e negozi multibrand”. (mv)

Foto Shutterstock

Leggi anche:

CONTENUTI PREMIUM

Scegli uno dei nostri piani di abbonamento

Vuoi ricevere la nostra newsletter?
iscriviti adesso
×