Nel retail generalista, H&M è ottimista e OVS è fiduciosa

Nel retail generalista, H&M è ottimista e OVS è fiduciosa

H&M è ottimista, il mercato un po’ meno. Anche OVS è fiduciosa sul prossimo futuro, con gli investitori che premiano i risultati semestrali. Gli utili operativi di H&M crescono, ma per il mercato finanziario sono “drogati” dal rimborso dei dazi doganali USA. Inoltre, le scorte sono giudicate eccessive, mentre per il CEO Daniel Ervér l’azienda ha “un mix di scorte equilibrato”. Lato OVS, il suo CEO Stefano Baraldo, enfatizza l’apprezzamento sia delle collezioni invernali e sia dell’euro rispetto al dollaro come elementi di positività.

OVS è fiduciosa

Il gruppo OVS (che controlla, tra gli altri, Piombo, Stefanel, Les Copains, Utopia) ha chiuso il primo semestre 2026 con ricavi comparabili a quota 825,4 milioni di euro, +6,1% rispetto all’analogo periodo di un anno fa. Frutto anche di un +4,9% ottenuto nel secondo trimestre. L’Ebitda rettificato è salito del 17,5%, mentre l’utile netto rettificato di 49,1 milioni ha superato i 43,8 milioni previsti dal consensus di Visible Alpha (fonte Investing.com). A livello consolidato, le vendite raggiungono 877,4 milioni (+10,7% rispetto al primo semestre 2025). Il titolo sale in Borsa, con il CEO Beraldo che sottolinea come da gennaio a giugno siano cresciuti tutti i brand. “Il gruppo continua a sovraperformare il mercato dell’abbigliamento, che nel periodo è cresciuto dell’1,5%” ha commentato lo stesso imprenditore. Secondo cui, il successo del gruppo arriva grazie al fatto che i marchi posseduti sanno intercettare “la crescente domanda di prodotti di qualità ad un prezzo accessibile”. Il CEO ha espresso aspettative favorevoli per il secondo semestre, visti i risultati delle collezioni autunnali. Con la marginalità che potrebbe migliorare grazie al cambio euro/dollaro.

 

 

H&M è ottimista

Diverso lo scenario di H&M, dove i risultati trimestrali (giugno-agosto 2026) hanno lasciato più di un dubbio agli investitori. Il fatturato è stato di 57,2 miliardi di corone svedesi, +0,3% a cambi attuali e +1% in valuta locale, in linea con le previsioni. L’utile operativo (oltre 6 milioni di corone) è cresciuto del 23% rispetto a quello del 2025, superando nettamente le stime degli analisti. I quali, però, evidenziano come la gran parte di questa differenza arrivi dal rimborso dei dazi doganali USA. Gli stessi analisti, si legge sul Sole 24 Ore, hanno espresso preoccupazioni per il volume delle scorte, che è cresciuto. L’insegna svedese del fast fashion ha spiegato che l’incremento arriva dal valore delle merci in viaggio, conseguenza delle interruzioni della supply chain globale sommato agli effetti temporanei legati al consolidamento della rete logistica europea. Il gruppo ha precisato che le vendite per il mese di settembre sono previste in aumento dell’1% in valuta locale. Il risultato finale è che il titolo è in calo alla Borsa di Stoccolma. (mv)

Foto Shutterstock

Leggi anche:

CONTENUTI PREMIUM

Scegli uno dei nostri piani di abbonamento

Vuoi ricevere la nostra newsletter?
iscriviti adesso
×