Il 1° luglio 2026 la rivista Scientific Reports (Gruppo Nature) ha pubblicato lo studio “A global assessment of reptiles in the skin trade”. Analizzando oltre 71 milioni di pelli commercializzate tra il 2000 e il 2020, un pool di ricercatori è giunto a una conclusione incontrovertibile: la filiera globale delle pelli esotiche non è una minaccia, ma una risorsa concreta per la conservazione della biodiversità. I dati scientifici smentiscono così anni di opposizione ideologica. Sul mensile La Conceria, nell’articolo “La verità sulle pelli di rettile” analizziamo lo studio che ribalta i pregiudizi.
Lo studio che ribalta i pregiudizi
L’analisi mostra come il mercato si concentri su un numero ristretto di specie a elevata capacità riproduttiva: tre coccodrilli (Caiman crocodilus, Alligator mississippiensis, Crocodylus niloticus), tre serpenti (Homalopsis buccata, Cerberus rhynchops, Malayopython reticulatus) e una lucertola (Varanus salvator). A garantire il 70% delle esportazioni globali sono cinque Paesi (Indonesia, Colombia, USA, Malesia e Argentina), mentre il 78% delle importazioni è a carico di Singapore, Italia, Messico, Francia e Germania. Il 45% degli animali è stato prelevato in natura e il 37% proviene da allevamenti. Le specie coinvolte condividono tratti biologici precisi, grandi dimensioni, ampia distribuzione e maturità precoce, che le rendono adatte a un prelievo sostenibile. Gran parte di esse è classificata dall’IUCN come Least Concern (minimo rischio).
La gestione responsabile salva gli habitat
Le evidenze scientifiche raccolte dallo studio indicano che la raccolta di pelli di rettile risulta biologicamente sostenibile. Le vere minacce per la fauna selvatica restano il cambiamento climatico, la perdita di habitat, l’inquinamento, le specie invasive e i nuovi agenti patogeni. Spesso l’opposizione al settore è guidata da una forte componente emotiva anziché dai dati. Al contrario, lo studio dimostra che una gestione responsabile del commercio contrasta il declino delle popolazioni animali, incentiva la tutela degli habitat e genera importanti benefici economico-sociali per le comunità locali.
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