L’appello di Mauro Bergozza, presidente di Assomac, si riassume in poche parole: “Serve un tavolo permanente di filiera”. Il suo messaggio arriva dal podio dell’Assemblea Generale dell’associazione italiana che rappresenta la tecnologia per concia, calzatura e pelletteria. Svolta ieri (18 giugno) presso la Fondazione Cariplo di Milano, l’Assemblea – come per dare un senso reale alla proposta di Bergozza – ha proposta una tavola rotonda con i presidenti delle altre associazioni di filiera. Erano presenti il neopresidente UNIC – Concerie Italiane, Alessandro Iliprandi, Giovanna Ceolini (Assocalzaturifici) e Claudia Sequi (Assopellettieri).
-11% nel 2025
La nota congiunturale Assomac parla molto chiaro. “Il settore italiano delle tecnologie per calzature, pelletteria e conceria – si legge – continua a vivere la fase di flessione, in atto dal 2023”. La situazione è definita “sfidante”, il che sembra quasi un eufemismo rassicurante. “Dopo il -12% del 2024, il 2025 si è chiuso con un -11%, per una produzione stimata a 512 milioni di euro. L’export resta il principale motore del comparto. Le evidenze mostrano una maggiore pressione competitiva per le macchine da conceria (-24,49%), segmento che sconta un rallentamento più marcato dopo la tenuta degli anni precedenti. Quelle da pelletteria registrano -9,80% e quelle da calzatura -4,08%”. Spicca, poi, un dato: “Nel 2025 l’Italia ha registrato una quota del 27% dell’interscambio mondiale del comparto”. Era “il 42% del 2005”.
Serve un tavolo permanente di filiera
Tra i temi affrontati nella sua relazione, Bergozza ha messo particolare enfasi nella proposta di “un tavolo permanente di filiera che nasce dalla volontà di rafforzare il dialogo tra tecnologia, materiali e prodotto finale”. Ma anche “di rappresentare con maggiore efficacia le esigenze delle filiere manifatturiere italiane. Non esiste Made in Italy senza filiera, non esiste filiera senza manifattura, non esiste manifattura senza tecnologia”. In altre parole: “Il Made in Italy non nasce nel momento in cui un prodotto viene venduto, ma molto prima. Nasce nei beni strumentali, nelle competenze, nella manifattura e nella capacità di fare impresa. Un patrimonio strategico che alimenta la forza delle nostre filiere e la competitività del sistema industriale italiano”.
Tavola rotonda
Quasi come una sorta di preludio a questo tavolo, Assomac ha chiuso la sua Assemblea Generale con una tavola rotonda a cui hanno partecipato, oltre a Bergozza, il neopresidente UNIC – Concerie Italiane, Alessandro Iliprandi, Giovanna Ceolini (presidente Assocalzaturifici) e Claudia Sequi (presidente Assopellettieri). Titolo: Strategie per la competività e la promozione. Si è parlato di fiere, ma soprattutto – come ha sottolineato Iliprandi in relazione al settore conciario – di come lungimirante sia stato (e sia ancora) “strutturare le aziende in maniera adeguata, con investimenti in tutte le direzioni”. Strategia fondamentale per “seguire l’evoluzione del mercato e dei clienti, creando un gap qualititativo difficilmente colmabile”.
Nell’immagine, a destra la tavolo rotonda svolta durante l’Assemblea Generale Assomac (foto Imagoeconomica)
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