Terza e ultima giornata del Simac Tanning Tech a Milano, utile per i primi bilanci degli incontri in fiera e per capire quali sono gli ambiti di miglioramento del comparto delle macchine e delle tecnologie a servizio dell’industria calzaturiera, pellettiera e naturalmente conciaria. Dalla Cina ai nuovi mercati, ecco cosa ci hanno detto gli espositori.
Diversificare le opportunità
“Anche nella terza giornata abbiamo avuto un ottimo riscontro in presenze e contatti al Simac – analizza Giulio Mandruzzato, CEO di Gemata – cosa che non è scontata. In questi giorni sono arrivati i nostri clienti da tutto il mondo, anche dal Brasile e dal Messico. Noi copriamo tutti i mercati, e siamo consapevoli del cambiamento in corso. Il mercato cinese ad esempio tende a chiudersi e loro hanno migliorato in termini tecnologici. Ma il nostro know how resta un punto di riferimento”. Cosa fare quindi per rimanere sempre ai vertici? “Valutare con attenzione alleanze e acquisizioni – spiega Mandruzzato – e poi capire come diversificare le opportunità. Il core business di Gemata è e resta la pelle, ma le nostre tecnologie possono già e devono essere, per il futuro prossimo, sempre più applicabili ai tessuti sintetici, agli accoppiati, alle bordature dei mobili. Applicazioni diverse utili al miglioramento continuo e reale dei processi di produzione”.
Pianificare nuove strategie
Chiuso il Simac Tanning Tech si torna in azienda con grossi file excel da monitorare e utilizzare per determinare lavorazioni e recall.“Abbiamo avuto una buona affluenza, superiore alle aspettative in questo Simac nella nostra area espositiva e di incontro – commenta Leonardo Bergozza, sales and marketing manager di Bergi – con i nostri clienti esteri presenti e attenti. Anche dal nord America. Sono mancati i russi, per i motivi che ben conosciamo. Ma possiamo realmente ritenerci soddisfatti e iniziare a pianificare nuove strategie di sviluppo”.
Dalla Cina ai nuovi mercati
“Il mercato finale è difficile per tutti, e oggi prendiamo la stabilità vista al Simac come un punto di partenza sempre utile”, sottolinea con la sua esperienza William Pellicciari della Rizzi-Flamar, specializzata in macchinari per la scarnatura, spaccatura in trippa e in wet blue, messa a vento e in rasatrici a banco fisso e mobile. “Il mercato finale è difficile per tutti oggi, non dobbiamo negarlo, ma i nostri clienti conoscono quello che facciamo. Per volumi noi abbiamo come punto di riferimento la Cina, anche se non è più possibile pensare di poter vendere 20 macchine l’anno. Come mercati di riferimento naturalmente seguono l’Italia e il Sud America”. Per il futuro il diktat è semplice: “Seguiamo le esigenze delle concerie per tecnologie e qualità: sono loro ad indicarci la direzione”.
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