L’idea che la pelle possa diventare una fonte di energia non appartiene più alla fantascienza. Un gruppo di ricercatori ha sviluppato un metodo che trasforma la pelle degli accessori in caricatori, tecnicamente micro supercondensatori flessibili. Il processo, basato su un singolo passaggio laser, permette di creare dispositivi di accumulo energetico direttamente sul corpo. Una soluzione sostenibile, priva di materiali tossici e pensata per l’elettronica indossabile di nuova generazione. Un passo avanti verso wearable che si alimentano da soli, senza batterie tradizionali.
Trasforma la pelle degli accessori in caricatori
Come scrive Eurek Alert! il cuore dell’innovazione, messa a punto dal team di ricerca dell’Università di Jilin in Cina, è un trattamento laser che modifica la struttura superficiale della pelle trasformandola in un reticolo conduttivo. Il fascio, calibrato con estrema precisione, carbonizza selettivamente lo strato esterno creando una trama di microcanali in grado di comportarsi come elettrodi. Ne viene così fuori un micro supercondensatore flessibile, sottile e aderente, capace di immagazzinare energia senza compromettere la naturale elasticità della pelle. La forza del metodo sta comunque nella sua immediatezza: un’unica fase, nessun solvente, nessun passaggio chimico complesso. La concia al vegetale è parte integrante della performance: la composizione del materiale influisce sulla conduttività e sulla stabilità del circuito. In questo modo, un bracciale, una borsa o una cintura possono diventare microcaricatori energetici, capaci di alimentare sensori o piccoli dispositivi elettronici.
Elettronica indossabile
I micro supercondensatori ottenuti con questo processo non solo sono flessibili, ma anche altamente stabili e resistenti a piegamenti ripetuti. La loro capacità di carica, pur non paragonabile a quella delle batterie al litio, è sufficiente per alimentare sensori, micro-LED, sistemi di monitoraggio e componenti a basso consumo. In prospettiva, parliamo di una tecnologia che potrebbe integrarsi con tessuti intelligenti, protesi, dispositivi medici e sistemi di comunicazione corpo-macchina. Tutti oggetti che dialogano tra loro senza bisogno di batterie ingombranti, sostituibili o inquinanti. La pelle, da semplice interfaccia biologica, diventa ancora di più terreno fertile per l’energia del futuro: un supporto vivo, dinamico, capace di ospitare elettronica leggera e sostenibile.
Immagini generate col supporto dell’AI
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