Turchia e Russia: la crisi diplomatica è un ricordo, l’export dell’area pelle di Ankara s’impenna

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Turchia e Russia: è di nuovo amore. “Il mercato russo ha fatto un rapido ritorno ai suoi bei vecchi tempi. Produciamo collezioni più velocemente dei grandi Paesi produttori. Ci scelgono perché lavoriamo rapidamente e consegniamo le scarpe molto più velocemente” ha detto di recente Süleyman Gürsoy, capo dell’Associazione degli Industriali Calzaturieri di Ankara. Il gelo sceso il 24 novembre 2015 dopo l’abbattimento un aereo da guerra russo da parte dell’aviazione turca, lungo il confine tra Turchia e Siria, è ormai sciolto. La riprova è avvenuta nella prima giornata della fiera Euro Shoes Premiere Collection, giovedì scorso a Mosca, visitata dall’ambasciatore turco in Russia Hussein Diriyoz. Presenti: 35 brand turchi. “Attualmente, i rapporti commerciali tra Turchia e Russia sono in crescita. Nel 2017, i due presidenti, Putin ed Erdogan, si sono incontrati 8 volte e c’è un fitto dialogo tra il governo russo e quello turco. Si parla della questione siriana ma anche della cooperazione nei rapporti commerciali che sta crescendo” ha detto l’ambasciatore turco in un’intervista riportata da Shoes Report. Il valore degli scambi commerciali nel 2017 è stato di 22 miliardi di dollari, +40% rispetto al 2016 con prospettiva di raggiungere quest’anno o nei prossimi il record di 38 miliardi toccato negli anni precedenti la crisi diplomatica. In Russia la Turchia è considerata uno dei Paesi leader dell’area pelle, calzatura compresa. Circa il 50% della produzione calzaturiera turca è destinato all’export. Nei primi nove mesi del 2017 l’Iraq è stato il primo mercato di sbocco con 74,7 milioni di dollari davanti alla Russia con 56,3 milioni di dollari. (mv)

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